Stordito per coteste parole, che gli parvero una maledizione, Vico un sospiro dette alla sua Annalena, — un solo sospiro; poi si chiuse ben dentro al cuore il suo affetto ed attese ai doveri severi del cittadino di libera città minacciata dalla tirannide.
Si aprirono le porte tutte delle mura di Oltrarno, tranne quella di San Friano. La maggior parte della milizia fiorentina esce ordinata e guardinga: alcuni soldati di condotta, ma pochi, la seguirono per farle spalle; le artiglierie cessarono di fulminare fuoco; il cielo non versa più acqua, non pertanto sta sopra la terra nero e pauroso, come se Dio non vi avesse ancora sospesi la gloria del sole, o lo splendere delle stelle. A mano a mano che escono fuori della porta, i soldati si dilatano, dai fianchi distendendosi in lunga fila: dietro ordinava il signore Stefano alcuni squadroni staccati, gli uni dagli altri per buon tratto divisi, affinchè accorressero pronti a sovvenire dove il caso lo dimandava; ordinamento per l'offesa conforme a quello che adoperò nella difesa. Giunti che furono i nostri su quella parte di terreno che comincia a salire intorno a Firenze, Dante da Castiglione, il quale camminava nelle prime schiere, sente all'improvviso stringersi il braccio.
«Vóltati», gli favella il Pieruccio, «vedi quella fiamma sopra la cupola di Santa Maria del Fiore?»
«La vedo.»
«Da quella fiamma nasce l'incendio che arderà la patria; il tradimento l'accese; noi miseri! il tradimento ci è come un tarlo nell'ossa...»
«E i traditori?»
«Io veglio, — gli saprai più tardi.»
«Ma tu, Pieruccio», interrogò Ludovico Martelli, che armato di tutte armi procede al fianco del Castiglione, «perchè ti avvolgi senza riparo in questi scontri perigliosi? Perchè nel giorno non ti mostri per le vie di Fiorenza?»
«Se io mi mostrassi di giorno nella patria che amo pur tanto, i miei fratelli mi ucciderebbero, e il mio sangue sparso, senzachè io giungessi a impedirlo, potrebbe chiedere vendetta all'Eterno: mi aggiro pel campo in traccia della morte, — io la cerco come la dama dei miei pensieri, — ed ella, superba più della bella dama, disdegna i voti del Pieruccio: anche l'avello mi rifiuta, — povero Pieruccio! — Ma quando avrò toccato il porto del sepolcro... Dio mi getterà su le spalle un manto di stelle... mi scalderà il cuore ghiacciato col suo alito... mi ridarà il senno, ed io potrò argomentare co' sapienti del cielo; — ben venga dunque la morte! — il tradimento partorisce il suo frutto; il nemico vi aspetta.»
E Pieruccio diceva il vero. Firenze conteneva in sè una perfida stirpe di parricidi i quali avvisavano nel giorno i nemici con fumate, la notte con fiamme; ed era il fuoco veduto un segnale per cui gli Orangiani apparecchiati alle estreme difese stavano di piè fermo ad aspettare l'assalto.