Qua giù, dove l'affetto nostro langue,

Mirabil cosa non mi sarà mai:

Che là dove appetito non si torce,

Dico nel cielo, i' me ne gloriai.

Ben se' tu manto che tosto raccorce;

Sicchè se non si appon di die in die,

Lo tempo va dintorno con le force.

La lunga serie di personaggi incliti nella medesima famiglia induce maggiore obbligo nel postero di continuare la splendida via tracciata da quelli. La condizione apposta da Dante è necessaria, onde la gentile prosapia si abbia a tenere in pregio appresso la gente. In nessuna epoca come nella nostra vedemmo il poco conto si debba fare delle ingiurie buttate dalla plebe in faccia alla nobiltà. Finchè durò duro l'impero di Napoleone, seguì per via dei matrimonii un cambio continuo tra nobiltà e danaro, ed anzi egli ne fece argomento della sua politica governativa[187] . Quante fraudi di mercante non ricoperse un mantello di duca! Ai giorni presenti voi conosceste l'aristocrazia dei mercanti: ditemi di che cosa vi seppe cotesta aristocrazia? più che innamorato alle sembianze della donna diletta, il mercante si strugge dietro alla frazione di una moneta. Delle cose cattive la pessima, l'uomo cambiale; arido quanto una cifra, nulla abborre, purchè possa moltiplicarsi; calcolatore di fame, di peste e di sangue, egli senza scelta comprende i tre flagelli del profeta Natan. L'anima del mercante, meglio che quella dello stoico, non ha manichi; — tu non sai da qual parte afferrarla. I nobili di sangue, fatui, se vuoi, e ridicoli e nulli, pur ti verrà fatto esaltarli con gli esempi paterni. Or via, immaginatevi un po' un gentiluomo e un mercante, entrambi accomodati nel proprio gabinetto; — entrambi se ne stanno seduti davanti al fuoco, entrambi posero sopra il camino la immagine del defunto genitore. Un infelice stretto dal bisogno ecco picchia alle porte che il Parini chiamò ardue e domanda soccorso. Il gentiluomo (mi pare udirlo) di subito dirà: — Dio l'aiuti (modo civile che significa — caschi morto di fame)! Ma il vecchio servo, nato in casa, che ha tenuto sulle ginocchia il padrone e si reputa affisso irremovibile del palazzo a un dispresso come gli arpioni della porta maestra, alzerà gli occhi al ritratto dalla parrucca impolverata, vestito di stoffa a rose, con lettera alla mano diretta alla nobilissima dama la contessa sua moglie ed esclamerà: Il conte Alamanno buona anima non rimandava mai i poveri con Dio senza l'accompagnatura di un bello scudo nuovo di zecca. E il gentiluomo guardando il ritratto, gli parrà come vederlo assentire a quella lode postuma, e cinque volte sopra dieci porrà mano alla borsa e darà lo scudo. Forse lo moverà superbia, imitazione o che altro; sarà come volete ma darà lo scudo. Il mercante invece non darà nulla: il servo preso ieri, pauroso di esser cacciato domani, oggi non dirà nulla; se alzerà gli occhi al ritratto, contemplerà un volto acerbo come un conto di ritorno, piacevole quanto la cambiale protestata. Nella casa del mercante si assomigliano tutti; le generazioni paiono canne aggiuntate; meno la legatura che forma il passaggio dall'una all'altra, sono tutte eguali. L'avo fu uomo che di quattro diventò sei, il padre di sei si moltiplicò in dodici, e via discorrendo. Qualunque azione del mercante va sottoposta a calcolo. La troppa virtù nuoce, perchè gli uomini se ne prevarrebbero a danno del rispettabile mercante; la poca virtù nuoce eziandio, come quella che mena in luogo dove si lavora pel pubblico; però lascerà scritto il padre mercante al figlio mercante nei suoi ricordi mercantili; abbi virtù quanto basta per non andare a bastonare i pesci. Ogni cosa il mercante stima a prezzo: certuno di loro udendo favellare intorno alle maravigliose conseguenze del sistema di gravitazione scoperta dal Newton, interrogava quanto rendesse per cento! — Dei governi i mercanti reputeranno ottimo quello non già che maggiore somma di libertà concede, sibbene quello che minore somma di danaro domanda; delle religioni suprema quella che gl'idoli ha d'oro, e i sacerdoti celebrano la Messa gratis; tra quanti miracoli operò Gesù Cristo, uno solo gli rapisce in estasi: — la moltiplicazione dei pani e dei pesci. Dunque, delle due aristocrazie parmi meno funesta e laida e contennenda quella del sangue: molto più che questa puoi spegnere quanto ti piaccia; per provvedere all'altra del danaro, ti torneranno corti i consigli.

Con maravigliosa volubilità di parole tutte le riferite cose mi favellava il marchese di Piuma, mia conoscenza antica, in proposito della lettura ch'io gli feci ieri del seguente capitolo, e concludendo interrogava:

«Che ve ne pare? Non è egli vero?»