Ed io, che fin lì mi era dilettato a tracciare col dito dei numeri sopra la tavola, alzai il capo e risposi:
«Ma... non saprei... io per me non sono nobile nè mercante... ne consulterò quanto prima il presidente della camera di commercio di questa città.»
E lo farò: — intanto ricopiando oggi mi è piaciuto metter qui le parole del marchese, come per via d'introduzione al capitolo.
Era giunta la notte alla quarta vigilia, quando Cencio Guercio con molto riguardo introdusse nelle stanze più riposte di Malatesta Baglioni quattro frati molto diligentemente nascosti in cappucci e mantelli loro. — Quegli che camminava innanzi degli altri, appena entrato, deponendo la cocolla, si mostrò qual era, Giovanni Bandino; il secondo, quantunque più esitante, ne seguitò l'esempio; il terzo rimase incappucciato, e l'ultimo, nudando il capo soltanto, dall'acconciatura delle chiome si fece conoscere per prete. — Malatesta gli accolse con un lieve declinare del ciglio; pel rimanente rimase immobile nel volto, come se fosse stato di marmo. Il Bandino ruppe il silenzio dicendo:
«Magnifico, di commessione di Sua Santità io vi presento messer Lorenzo Soderini, padre Vittorio, frate osservante di san Francesco, e messer Filippo Mannegli cannonico di Santa Maria del Fiore: penetrati tutti del tirannico governo che di presente travaglia la comune patria, si profferiscono secondo la facultà loro, per aiutarvi nella santissima impresa di liberarnela; essi vi diranno il come intendono agevolarvi la strada: se voi scorgete espediente altro migliore, voi come più savio consigliate, ch'essi vennero qui per porsi intieramente ai vostri servizii.»
Malatesta, sbirciatili così di traverso, chiamò Cencio, gli parlò sommesso nell'orecchio, e all'improvviso quindi voltatosi al Soderini, gli domandò:
«Avete voi commessioni speciale da papa Clemente?»
«Sì, certo: eccovi lettera di credenza, strenuissimo messere Malatesta.»
Il Baglioni prende la carta, la guarda e, senza restituirla, soggiunge:
«Sta bene: — e voi altri?»