«Ci hanno gli scorridori nostri portato sicura novella essere già comparsa in Mugello, d'intorno a Barberino, la testa del nuovo esercito, sommerà bel circa a ottomila: quattromila Tedeschi, duemila cinquecento Spagnuoli, ottocento Italiani, e lo restante cavalli; si tirano dietro venticinque pezzi di artiglieria grossa di cui parte ne concedeva loro Alfonso duca di Ferrara: portano ancora polvere e palle in gran copia. Papa Clemente, affinchè giunga questo dono alla sua patria più tostàno, ha fatto comandare per fino le mule dei cardinali...[196]»
«Ci si versano addosso tutte le forze della Chiesa e dell'impero?»
«Poco importa, strenuissimo capitano generale: quello però che molto importa si è questo, che intendendo forse il nemico di circondare la città da ogni lato, occuperà i colli di Fiesole, il piano di San Donato in Polverosa e luoghi altri consimili: ora quantunque le porte della Croce, Pinti, Faenza, San Gallo, della Giustizia e Prato siano a sufficienza munite di bastioni, e le mura abbiano argini e fosse diligentemente condotte, parve nondimeno al consiglio dei Dieci e ai tre commessarii su la difesa di Fiorenza doversi esaminare, se gli edifizii e borghi intorno alle mura potessero recare comodità ai nemici, danno a noi; e quando veramente il fatto fosse, come sembra, dannoso, siamo in tutto deliberati atterrare i borghi con ogni chiesa e casamento vi si trovasse dentro compreso.»
«Parlate voi daddovero? Rovinare quasi un terzo di città! Egli è questo negozio grave davvero e da consultarsi con maturità di giudizio: sono con voi.»
Senza metter tempo fra mezzo, tolta seco convenevole accompagnatura, di cui ormai non faceva più a meno il Malatesta, salito secondo il suo costume sopra un muletto, si condusse fuori di Porta alla Croce: prima di uscire però lasciava parte de' suoi Perugini in custodia della porta, sospettoso non fosse quello un trovato del Carduccio per escluderlo dalla città senza muovere rumore tra i soldati: e mentre ne bisbigliava sommesso l'ordine a Cencio Guercio, aggiunse con un proverbio:
«Cencio, tieni un occhio al pesce e l'altro al gatto.»
E Cencio pure con un proverbio:
«Badate a voi; che quando il vostro diavolo nacque, il mio andava ritto alla panca.»
Per ogni dove si vedeva moto, si udiva rumore; moto e rumore naturali alla maestosa onda del popolo che si agita; moltitudine di gente, munita di pali, di zappe e strumenti altri cotali, stava attendendo il comando di atterrare bellissimi edifizii, guastare ameni giardini, gioiosa così che sembrava non si trattasse della sua sostanza. Il cuore del Malatesta si commosse, ma invano, come quello del prigioniero avvinto di catene: mandò ancora un sospiro alla virtù nel modo che il leone caduto nella fossa guarda il cielo e rugge; la sua anima palpita sotto gli artigli del demonio; ormai questi v'incise la sentenza: — sei mio. —