«Andrea del Sarto!» chiamò il popolo con tale una voce da rompere il sonno ai sepolti nel chiostro della badìa, — «Andrea del Sarto!»
E Andrea non compariva. Allora si levò una figura livida, oltremodo cresputa nel volto, parte a cagione degli anni, e parte per la continua abitudine al riso, e,
«Popolo», disse, — «Andrea del Sarto si è ritirato a casa per timore che la Lucrezia del Fede sua moglie non si accorga della sua venuta quaggiù. Ella lo ha minacciato, che tornando i Medici, gli farà la spia per aver dipinto in Condotta, nella facciata della mercatanzia, i capitani Cecco e Jacopantonio Orsini e Giovanni da Sessa, e siccome egli gl'impiccò in immagine pei piedi, ella s'ingegnerà perchè lui impicchino davvero per la gola: il cuore dell'uomo, il quale ritrasse questo volto che adorate, trema dinanzi alla più rea e sozza femmina che mai nascesse in Fiorenza.»
Ciò detto, con un riso sparì; un senso di freddo scorse per le ossa della moltitudine; rimase spento ogni entusiasmo; continuò l'opera, ma la continuò taciturna e pensosa.
«Quando», favellò Michelangiolo al Carduccio, «Andrea s'invaghì di cotesta mala femmina, il suo cuore diventò di pietra pei suoi vecchi parenti: essi morirono soli e nella miseria, — ma prima di morire imprecarono la maledizione[214] sul capo dello snaturato figliuolo. La maledizione paterna ecco si adempie: — così è; lo Spirito Santo lo ha profetizzato: — la donna valorosa è corona di gloria al suo marito: quella poi che reca vituperio gli è come un tarlo nelle ossa; — tocche dalle mani contaminate della moglie impudica s'inaridiscono le foglie della corona di Andrea; egli se le vede cadere morte prima di lui: — tutto terra, sarà reso alla terra. I posteri visitando la sua contrada natale diranno: Insegnatemi il luogo dove dipinse Andrea del Sarto, — nessuno dirà: Menatemi all'arca dove riposano le ceneri di Andrea del Sarto.»
CAPITOLO DECIMOSESTO LA VENDETTA
Non ha virtù che di corrucci e sangue:
Derisor dei mortali e dei celesti,
Nè di patria gli cal nè di fortuna
Nè di sè molto: forte nacque e pugna.