Il sole non era per anche scomparso dal nostro emisfero; ma, spogliato di raggi, tinto di un funesto vermiglio, si accostava all'occaso; la terra, verso la quale pareva declinare, lo avviluppa nei suoi vapori di sangue. Questo astro benigno di amore e di vita oh come stringe l'anima dei mortali, allorchè si mostra cruccioso! In quella sera sembrava l'occhio di Satana che venga a vigilare se le angosce, le infermità e la morte adempiano il fiero mandato che loro affidò il consiglio misterioso, che a noi sembra crudele, di Dio.

Il Morticino, a cui increbbe di non lo vedere ancora scomparso, leva minaccioso il pugno al cielo esclamando:

«Un giorno ti soffermasti nel firmamento per contemplare una strage[215]; poichè la strage ti talenta, affrettati a dileguarti: adesso a noi fa di mestieri la tenebra.»

Cala la notte: di orrore si empie e di silenzio la città; Firenze sembra tramutata nel campo dei morti. — Squilla un tocco della campana: — quel tocco solitario si diffonde per la terra deserta, e pare una percossa data sul mondo dalla eternità per conoscere dal suono se sia in procinto di dissolversi sfracellato tornando nel suo caos primiero.

Il fremito del bronzo taceva appena per l'aria che fu sentita una voce lugubre che gridava:

«Adunatevi, uccelli del cielo: — la spada vi apparecchia il convito; basterà la carne a voi e agli implumi che lasciaste nel nido. — Lupi dell'Appennino, scendete, portate la vostra gran fame, — prima che l'aurora si levi, il vostro ventre sarà sazio di carne, — dico di carne umana. Uccelli, lacerate; — lupi, sbranate i corpi morti, senza misericordia, perchè il Signore ha scritto che nessuno dei difensori della patria morderà la polvere a cagione del ferro nemico.»

Era la voce del povero Pieruccio, — il profeta del popolo.

Stefano Colonna, conferito prima col Malatesta il disegno, armato di zagaglia presso il bastione di San Francesco, innanzi di sboccare dalla porta di San Nicolò, si volse alla gente che gli traeva dietro e le disse queste poche parole che la storia ci ha conservate: «Valorosi soldati, io vi meno a una certa e sicurissima vittoria; fate quello che voi vedete fare a me.»

Erano cinquecento fanti: cento archibusieri e gli altri quattrocento in corsaletto armati di partigianoni e di alabarde; ai quali si aggiunse una banda della milizia del gonfalone dell'Unicorno capitanata da Alamanno de' Pazzi; sopra il corsaletto portavano tutti un camicia bianca per distinguersi dai nemici, — motivo per cui questa impresa notturna si chiamava incamiciata.

Quanto più possono chetamente s'inoltrano; divisando Stefano Colonna incominciare l'assalto dall'alloggiamento del colonnello di Sciarra Colonna, contro il quale nudriva nimistà mortale, si apprestano a salire su pel poggio per a Santa Margherita a Montici. Alcuni più arrisicati e conoscenti del sentiero trascorrono; ecco sono giunti presso al tabernacolo delle cinque vie, dove i nemici tengono due sentinelle perdute.