«I migliori capitani caddero spenti, — gli altri vivono scorati, — del contado parte occupano i nemici, parte ci si ribella, — Castel Fiorentino si è sottratto dalla devozione della Repubblica....» Sospende di nuovo il discorso e dopo pausa non breve continua: «Le campagne messe a ruba da Pino Colonna..., Volterra ribellata.... Accordiamo....»

«No, prima Fiorenza dentro il mio cappello», ripete Bernardo da Castiglione più caparbio che mai.

All'improvviso uno schiamazzo di plebe, un suono confuso di contumelie e di scede turba la consulta: nessuno dei padri si muove di seggio, così volendo la gravità dell'ufficio; — trascorso alcuno spazio di tempo, ecco percuotono alle porte della sala, sommesso sul principio e raro, — poi a colpi impetuosamente replicati, sicchè fu mestieri aprire.

Una quantità di femmine genuflesse, atteggiate in sembianze diverse di preghiera, ingombrano le stanze antecedenti; tra mezzo a loro s'inoltra il Pieruccio, il quale, menandone una per la mano, arditamente entra nella sala della consulta.

Attoniti pel nuovo spettacolo i padri non battono palpebra. Pieruccio imperturbato, quando giunse davanti al banco intorno al quale si stavano seduti, con voce ferma favellò:

«Cittadini, con pubblico bando ordinaste le femmine di rea vita fossero cacciate dalla città[229]. Cittadini, iniquamente ordinaste; forse non bagna la pioggia, e non irrigidisce il freddo le membra delle donne di trista vita? Se le punge il ferro, non iscorre dalle loro vene il sangue? Se peccarono contro Dio, quale hanno peccato contro la città? Dio le bandisce dalla patria celeste, voi dalla patria terrena; ma voi non potrete riaprire loro le porte, se col cuore contrito si presenteranno di nuovo, mentre Dio nel suo più fiero sdegno non chiude le porte della speranza mai. Queste donne, comunque abbiettissime elle sieno, hanno affetti, — amano il luogo che le raccolse infanti, — amano i luoghi dove peccarono, amano la chiesa dove credono avere un santo mercè del quale un giorno possano acquistare il perdono del Signore, — amano il cimitero che le ossa racchiude del padre e della madre loro; quando si curvarono, prima di abbandonarla, ad abbracciare la terra diletta, udirono uscire dalle fosse dove hanno sepolti i parenti una parola che non giungeva loro alle orecchie, ma che pure le pungeva nel cuore; quando tenevano la testa alta nel sentiero della perdizione, — una parola di amore che le mutò ad una vita nuova. Quando Gesù Cristo si accorse della femmina che gli toccava la veste per ottenere il miracolo, Donna, le disse, la tua fede ti ha salvato, — ed operò il miracolo. Queste femmine abbracciarono la terra natale con ineffabile angoscia e sentono non potersene dipartire; — perchè non le salverà l'amore? Vedetele come stanno dolenti, timorose perfino di sciogliere una preghiera... ciò avviene perchè l'amore le ha rigenerate nel battesimo di virtù e di pudore. Non le cacciate via; — esse non vi saranno di carico, le membra sozze dal peccato purgheranno nelle opere, alle quali il somiero non basta; — esse non assottiglieranno il vostro pane, — andranno a procacciarsi l'alimento cogliendo erbe pei bastioni traverso lo sfolgorare delle artiglierie nemiche; — quello che ordinerete che facciano, faranno, — ma lasciatele morire nella terra dei loro padri. Perdonate alle misere pei meriti di colei che generò il nostro Salvatore, — pensate che una donna, — quando gli uomini statuivano la morte di Cristo, gli unse i piedi di olio odorifero e glieli terse con le chiome; — una donna, quando Cristo cadeva sotto il peso della croce, e Giuda lo tradiva, e Pietro lo rinnegava, e lo fuggivano i discepoli, asciugò il volto divino col suo sudario; — quando Cristo abbassò gli occhi dal patibolo sopra la terra, i suoi sguardi incontrarono una donna ai piedi della croce, poi li volse al cielo inebbriato di amore e spirò. — Non isbandite queste povere femmine; — così come paiono obbrobriose, rammentatevi che pure appartengono alla specie donde uscirono le vostre madri: La preghiera esaudita vola al trono dell'Eterno e tramutata in angiolo lo dispone ad amare il cortese che l'esaudiva; — preghiera respinta toglie la penna all'angiolo dell'accusa e segna una colpa che peserà nella bilancia di Cristo nel giorno del giudizio finale a danno dello scortese che la respinse dal cuore.»

I labbri del Pieruccio si chiusero, e per la sala si sparse un compianto sommesso, un fioco singhiozzare, quasi non ardissero le misere schiudere il varco alla piena dell'affanno che le travagliava. Il gonfaloniere, uomo di tenera indole, col dorso delle mani si asciuga una lacrima pronta a sgorgargli su le guance e mormora:

«Questo Pieruccio è un sant'uomo!»

Il Carduccio levò le mani al cielo ed esclamò:

«Io non so più che cosa possa chiamarsi grandezza, se le parole di costui muovono da follia!»