«Grave delitto deve essere tradire la patria, dacchè mi sconvolge l'anima tanta insolita paura!...» Il rumore a mano a mano si allontana; s'illanguidiscono le voci; già non si ode più nulla. — Allora Maria, di cui la vita fino a quel punto era rimasta sospesa o piuttosto trasfusa nella facoltà dell'udito, tornò alla volta del Bandini e disse:

«Esci, — è passato il pericolo; — però tu non hai capello senza una stilla di angoscia; — le tue labbra sono inaridite, — le fauci secche; — vieni, — bevi, — rinfrescati il sangue. — Ora riposati, — calma l'anelito tremendo: — il cuore ti palpita, come se stesse per iscoppiare; — posa il tuo capo qui su questo origliere; — dormi, se puoi, — io veglierò per te....»

E Giovanni Bandini, rifinito dalla fatica e dalle veementi sensazioni, si abbandonò sopra un lettuccio, come voglioso di dormire.

Maria, sedutagli al fianco con le mani incrociate su le ginocchia, lo contemplava. Oh! quel volto compariva veramente terribile. Il sopracciglio sempre teso, le labbra fisse in un sorriso amaro, e quella fronte pareva un cielo tempestoso dove si avvolgono le nuvole pregne dell'ira di Dio. La fiamma tremolante della lampada ora illumina, ora lascia nel buio quella testa dolorosa, sicchè i muscoli sembravano agitarsi convulsi nelle contorsioni dell'uomo martoriato dalla tortura; — e poi suo malgrado un'ansia cavernosa gli prorompeva dalle viscere, come se il cuore non bastasse a contenere la piena dell'affanno.

Maria lo contemplava e mormorava tra sè:

«I suoi nemici! — E chi sono eglino i suoi nemici? Se i miei parenti..., già da gran tempo i loro teschi gli han fatto cammino alle piante. — Se i tuoi cittadini ti odiano, tu avrai offeso la patria. E come l'hai tu offesa? — Due volte mi favellò di patibolo — e di carnefice, — e perchè? — il patibolo è fatto pei traditori.»

«Che stai susurrando costà? — Taci», la interrompe Giovanni con voce di sdegno.

«O mio signore! — io favellava di te... pensava a cotesti tuoi nemici....»

«Com'entri tu co' miei nemici? — Taci e lasciami riposare.»

«Ma qui dentro per certo vi ha da essere errore: da tanto tempo straniero alla tua terra, — sconosciuto da tutti, venuto sotto spoglie mentite — per avventura — ti sospetterebbero — traditore?»