«Traditore! — Chi mi ha detto traditore? Ei se ne mente.»
«Plácati, — nessuno t'incolpa, nè tu sei traditore. Un figlio non può calpestare la madre, — la mano che lo benedisse recidere — il petto che lo allattava lacerare. Io lessi un giorno di un re pagano il quale non decretò pena al parricidio, lo riputando impossibile, — e così credo ancor io. No, — tu non sei traditore. Però io fin qui non ti domandava donde venisti e dove vai. Perchè giungi sempre di notte e temi la luce del giorno? Perchè mi comparisci davanti talvolta vestito da francescano, tal altra da domenicano, ora vestito da cavaliere, ora da contadino? — Dimmi...»
«Sono io venuto forse a novellare teco stanotte? Che t'importa chi io sia, donde venga o dove vada? Io ti amo, — che cosa desideri di più? — Questo potrebbe bastarti. — Dove io ti apparissi davanti capitano di eserciti, ricco di ogni bene della fortuna, tu la mia gloria ameresti e la mia fortuna, non me Giovanni Bandini: se invece ti portassi una testa posta a prezzo... non era donna Dalila che tradì il forte di Giuda? — Ecco io ti porto davanti Giovanni Bandini solo; — amalo o aborrilo, se meglio ti piace, ma per cosa che sia in lui, non fuori di lui.»
«Se la gloria non è la testa, è l'aureola che la circonda; — se la infamia non è la testa, è la scure che la percuote: — io ti amai perchè ti seppi magnanimo; — dove adesso ti conoscessi colpevole, il mio cuore non cesserebbe di amarti, — ma vedi, si spezzerebbe contristato all'insopportabile affanno.»
«Donna!» esclamò fieramente turbato il Bandino, «e chi sei tu che ardisci dalla polvere, ove ti ponesti a giacere, sollevarti a giudicare il tuo giudice? — Amami e taci; — e rendi grazie al tuo Dio, ch'io Bandini, mi degni abbassare uno sguardo sopra di te, pugno di cenere contaminata...
Un colpo percosso alla porticella dell'oratorio impose fine alle sconce parole; e il Bandino, comecchè di animo vigorosissimo si fosse, non potendo vincere lo strano terrore che gli si era cacciato addosso, si lasciò cadere giù dal lettuccio componendo la persona in atto di fuga.
«Ah! il mio giudice fugge», prorompe irridendo Maria; e in quel punto un ghiaccio di rettile le strisciò sul seno. «Giovanni, io non ho tremato di paura, — qualche volta di compassione, — e per te. Va', — va', — nasconditi, ma pensa che dove occhio umano non giunge molto bene vi penetra l'occhio di Dio!»
Intanto nuovi colpi e di mano in mano più forti tempestavano alla porticella; sicchè la Maria, timorosa non destassero il vicinato, fattosi cuore, si reca in mano la lampada e scende:
«Ch'è questo, messeri?»
«Aprite in nome della Signoria.»