«Non te l'ho detto? — Qui.»
«Io non conosco traditori....»
«Donna, — che, piena dentro di putredine, tu ti mostrassi di fuori parete scialbata, bene sta: — ella è questa la vostra parte, femmine! — ma che in breve spazio tu abbi perduto il rimorso e il pudore, ciò, per Dio, mi spaventa. Qual è il verme velenoso che così subito guastò il bell'albero della tua vita? A me non basta il cuore per contemplare l'abisso della tua anima; — donna, mi fai paura. — Or dove ti nascondi codardo dal fiato velenoso? Esci fuori... indarno speri fuggirmi... io ti seguirò fin dentro l'inferno....»
Nessuno risponde. — Dopo lungo silenzio Ludovico continua:
«O patria mia! uomini che non ardiscono mostrare la fronte t'insidiano nell'ombra; quando la notte è più buia essi aguzzano il pugnale e ti aspettano al varco, come il ladrone sulla pubblica via!»
E di nuovo si tacque, poi con gran voce riprese:
«Esci, codardo, — esci.»
Così favellando si aggirava per la stanza, quando all'improvviso levando la faccia vide un cavaliere di truce sembianza appoggiato su l'elsa della spada in atto di quiete minacciosa: egli allora, gli si avventando addosso, interrogò:
«Tu sei un traditore!...»
«Io sono Giovanni Bandini, — e sgombrami il passo.»