E togliendo forze dal tremendo suo stato, si rilevò maestosa, con ambe le mani si asciugò le lacrime, si compose i capelli rabbuffati e stette con occhi aridi fitti nel pavimento a modo di Niobe.
«Che importa a me la tua figlia? — Nata dallo spergiuro, io la condanno dopo una vita di delitto ad una morte d'infamia. — E tu a che pensi, giovane? — Se pensi al tuo fine immaturo, alla fatalità che ti spinge sotto il mio ferro, — ritirati: — il leone non inferocisce contro il cerbiatto: levamiti davanti, io sento pietà di tua madre....»
«Mia madre! Ella mi aspetta nell'avello, e a me tarda raggiungerla. Io penso che, infelice o colpevole, a me non si addica aggravarmi su questa donna; penso che se tu sei gentiluomo, abborrirai contristare la tua donna; — se invece uomo misleale e villano, a me cavaliere corre l'obbligo d'impedirti; — penso che non so bene distinguere, se lei più misera, o te scellerato; — finalmente io penso la giusta punizione della tua colpa doverti giugnere a giorno chiaro, in campo aperto, alla presenza degli uomini, onde apprendano giustizia le genti e conoscano che al traditore sovrasta immutabile una morte di ferro o di laccio. — Esci dunque e vieni meco; — il mio odio ti salverà meglio della tenerezza di una madre, — però che alla mia vita null'altro fine rimanga, tranne quello di spegnere la tua.»
Il Bandino senza contrarre un muscolo del volto, cacciò curiosamente il suo dentro lo sguardo del Martelli, e dopo lungo alternare tra il sì e il no, con, profondo esame ponderate le diverse vicende alle quali stava per esporsi, concluse dicendo:
«Andiamo.»
E nulla curando la donna, che stupida per la violenza delle sensazioni si giace abbandonata sopra il lettuccio, si precipita giù per la scala.
Ludovico Martelli, scorgendosi solo, si accosta alla Maria, le rimuove i capelli dalla fronte, uno istante si ferma a contemplarla; — una lacrima, suo malgrado, gli scende sopra la guancia, e forte gemendo egli esclama:
«Povera Maria!»
Poi si pentì della sua compassione, — la condannò; — si sarebbe, se lo avesse potuto, morso il cuore; — tempestando raggiunge il Bandino.
Per diversi sentieri avvolgendosi, i luoghi frequentati schivando, arrivano al ponte delle Grazie, — lo passano, — e mentre avacciandosi si accostano al palazzo Serristori, dimora di Malatesta Baglioni, intendono lo strepito di persona che gli segue con passi accelerati; — non vi badano e sempre più rinforzano il camminare; ma lo inseguente lo rinforza anch'esso a sua posta: onde Ludovico per miglior partito si ferma e si volge a vedere chi fosse.