«Tu mi tradisci!» mormorò fra i denti il Bandino stringendo il braccio a Ludovico, — e questi:
«Mi chiamo forse Bandini?»
E poi scorgendo la persona che teneva lor dietro essere un donzello della Signoria, maravigliando incontrarlo in cotesto luogo a quell'ora, deliberò farglisi accosto. Per buona ventura lo riconobbe, come quello che, vivendo suo padre Giovanfrancesco e la madre sua Maria Forinieri, era stato molto famigliare di casa; per lo che prese a domesticamente interrogarlo:
«Che c'è egli, Landuccio?»
«O messer Vico! siete voi?»
«Si, sono, e vado al Monte per pregare il signore Stefano ad essere contento che questo mio cugino, venuto ieri di Romagna, si arruoli alla milizia cittadina.»
«Dio vi benedica, messere Vico, — voi siete un di quei pochi in cui rivive la semenza santa del beato frate Ieronimo; — ma ohimè! la più parte dei nostri, come predicava quella bocca di paradiso, è fradicia di lussuria e d'avarizia. — In questa notte si è veduto quanta abbominazione contenga in sè la Gomorra dell'Arno, come diceva il frate.»
«Di' su, che cosa mai avvenne, Landuccio?
«O che mi fate da Albanese, messere? — E non sapete che per poco il magnifico gonfaloniere non fece suonare a stormo? E non sapete voi essersi scoperta una congiura per la quale domani notte la terra doveva esser messa a fuoco e a sangue? Assicurano il principe Orange entrato in città; aggiungono la parte del Cappone aver fatto alleanza co' Palleschi e tutti d'accordo intendersela con lui...[238].»
«Io fremo....»