«Ed io pur fremo, perchè, Vico, vedete, io non ebbi mai nè capo nè tempo a leggere su i libri che studiate voi altri messeri, ma di per me stesso ho trovato, la più brutta ribalderia di quante mai possa l'uomo commettere sta nel tradire la patria; perchè, ho pensato tra me, più o meno tutti ti fanno male nel mondo, o con intenzione, o involontariamente, ma la patria non ti fa altro che bene; non è egli vero? La patria ti dà in prima la vita e l'aria che respiri e la luce che vedi e l'amore del padre e della madre; — quando sei uomo, l'amore della tua donna e l'amore dei figli; quando il tuo dorso si curva, l'amore dei nepoti; — nè morto ti abbandona, e nel suo seno ti apparecchia requie.... Dunque la patria non ti fa mai male, e nessun cristiano presuma salvarsi rendendo male per bene....»
«Di che vi sanno queste parole, Bandini?»
«Di castrone.»
E Landuccio continuava:
«Se un cittadino ha fatto torto, come ci entra la città? Tu lo sfidi al duello, ed egli si prende la tua anima, o tu la sua. Se il tuo avversario troppo potente non accettasse la sfida, — ogni strada ha il suo canto; — spesso la notte buia buia si cala sopra Fiorenza, — e mezzo palmo di ferro al suo corpo, una brava messa alla sua anima, — la partita è saldata. Buona notte, messer Vico, o piuttosto buon giorno, chè a mano a mano deve spuntar l'alba, — io vado per la mia commessione.»
«Senti, Landuccio, e qual commessione è la tua?»
«Ella è cosa da nulla; e' mi fa mestieri portare questi due polizzotti dei signori Dieci ai capitani delle porte di San Miniato e San Nicolò, — che in sostanza comandano non si lasci uscire fino a nuovo ordine anima viva dalla città sotto pena di dieci tratti di corda ed anche maggiore secondo il caso.»
«Dacchè la bisogna stringe, Duccio, dà qua il polizzotto pel capitano di San Miniato, — tu corri a portar l'altro; — tanto per me la è tutta strada.»
«Tenete... su voi si può contare.... Addio, messer Vico.»
«A rivederci, Landuccio;» e, preso il foglio, parla sommesso al Bandino: «Or via affrettati, se vuoi salvarti la vita....»