«Ben gli sta; — con quel suo ventre affamava Fiorenza; — le cose del papa avvantaggiava assai meglio che una compagnia di lanzichenecchi o di bisogni...»
«Per me gli porrei in epitafio: — La migliore azione operata in vita da Nicolò Benintendi fu quella di morire.»
«Chi morto? — Chi avete detto che morì ieri notte?» con immenso anelito domandò Ludovico.
«Oh! non l'avete voi inteso? — Messer Nicolò Benintendi.»
Morto! — Si è mai goduto tanta esultanza per la morte di un uomo? — Un desiderio ardente pose mai sul teschio della morte fiori sì lieti della speranza? — Torna a fluttuare per le vene di Ludovico il sangue vitale; — gli si colorano le guance, — i suoi passi si accelerano, — i suoi pensieri prorompono, si urtano e non hanno tempo di definirsi; — l'orlo del calice comparisce appannato pel contatto dei labbri di un altro uomo, pure egli contiene abbastanza liquore da invitarlo a bere; — la bocca fu baciata, — non importa, — ella potrà pur sempre proferire la parola che lo renderà il più avventuroso o il più misero degli uomini; — sopra tappeti di Siria ei non avrebbe mai mutato così soave il passo com'ora sopra la terra di recente smossa di un sepolcro. — Ah! misero! Non impunemente tu esulti della morte di un uomo; — come chi va per alpe, superato un giogo, ne incontra un secondo e un altro ancora, — il Benintendi spento, ecco, tra la donna del defunto e te sorge la testa del Bandino... oh! ma cotesti occhi possano chiudersi, quel capo abborrito nascondersi sotto terra per sempre;. — e poi usare la spada contro lui non è delitto, ma pietà; — in quel modo fie disperso il fascino che la sua donna tiene avvinta al maladetto, — lo cancellerà a un punto dal libro della vita e dall'anima di Maria col ferro. — Fisso in questo proponimento, come immemore del luogo e del tempo, gridava:
«La spada! — Su, qua la spada!»
I fanti, pensando volesse provare qualche nuovo colpo, pronti gli porgevano manopola e stocco acconcio alla scherma. Ludovico l'una e l'altro afferrando si avventa contro Dante da Castiglione; invano forza egli oppone e destrezza; — lo stocco nelle mani di Ludovico sembrava folgore; — non valeva riparo, — a destra scende improvviso e a sinistra: fendenti, punte manrovesci, finte, tutti gli accorgimenti in somma del giuoco periglioso posti in opera e con tanto turbinosa velocità che Dante ne rimase sopraffatto, e in un momento, — in un solo momento che riprendendo lena accorse meno presto alla difesa, si sentì percosso nel capo, nel petto e nella gola; onde dando di un passo indietro esclamò:
«Per Dio! mi avete voi tolto in iscambio del Bandino, davvero?»
«Ah! tu non sei il Bandino, è vero», esclama Ludovico, e buttato là lo stocco per terra, torna a passeggiare con le mani conserte sul petto.
Un vecchio famiglio che lo aveva veduto nascere entra nella sala e, incamminandosi alla sua volta domesticamente, lo chiama: