«Iniquo desiderio, — abbominevole vendetta e vana: nessuno di voi mi avrà; — piuttosto di porgere la mia destra alla vostra insanguinata, io me la vorrei tagliare; — ed io non ti appartengo, nè su me avesti diritto mai: — capo mortale non poserà più sul mio letto; — unico compagno d'ora innanzi il Crocifisso; — domani mi chiuderò nel chiostro, e prima di venire in potestà di uno di voi mi getterò dal campanile della chiesa...»
«Madonna, ben posso darvi la vita, non l'onore: — mille volte ho promesso che avrei volentieri, o Maria, sagrificato la vita per te... ed ecco venuto adesso il tempo di mostrartelo a prova; e tu lo ami sempre immensamente, Maria, e invano t'ingegni celarmelo; — nella tua anima vive la fiamma pel traditore: — non ti muove la religione, non il terrore che sangue si versi, sibbene paura che il sangue versato... non sia il mio... pel tuo Bandino tremi... — Va, — vivi ed esulta; io mi terrò avventuroso, se con la mia morte potrò farti contenta... esulta... va... ti prometto con giuramento di lasciarmi uccidere.»
E così, appena favellato ch'egli ebbe, quinci disparve a guisa di spettro.
Maria tentò raggiungerlo correndo, più volte lo chiamò con voce di dolore, ma i suoi passi e i suoi lamenti si perderono inani per le tenebre della notte.
CAPITOLO VENTESIMOSECONDO IL DUELLO
Italo sangue
L'un campo e l'altro: gioventù superba
Magnanima, feroce e di una madre.
Francesca da Rimini,
trag. di Eduardo Fabri.