Intanto Dante e Bertino hanno mutato molti colpi senza offendersi. Bertino, agilissimo, dall'uso quotidiano esercitato, muove così veloce la spada che a gran pena la seguita l'occhio. Ora si distende sul terreno, quasi a toccarlo col petto, e là puntando la mano manca si sostiene; ora balza di un salto da un lato, ora dall'altro; — spesso aperte ambe le braccia ed abbattuta la spada, invita con perfida lusinga il nemico a ferirlo nel petto; — e' par che scherzi intorno alla spada nemica a guisa di farfalla intorno alla fiaccola senza bruciarsi mai l'ale. Certamente cotesto è giuoco pericoloso da volere spacciato il duello con un colpo solo.
Dante, accortosi non potere, a cagione della gravezza delle sue membra, reggere la prova coll'avversario in cotesto assalto procelloso, se ne sta guardingo, tutto in sè ristretto, vigilando a non perdere la misura; anzi è fama che prevalendosi della sua molta forza, lo stocco sostenesse pel pomo, e così spazio tale acquistasse per cui Bertino non sarebbe mai giunto a toccarlo nel petto, se non che deviandone fortemente la lama dalla parte destra o dalla sinistra. L'Aldobrandi, sdegnoso di resistenza così lunga, raddoppia i conati, all'improvviso finge di accennare alla spalla e di repente descrive mezzo cerchio con la punta e minaccia il torace, quindi replicando col ferro in senso inverso la curva, ferisce al Castiglione il braccio diritto verso la scapula.
«Ah!» urla Bertino, «l'ho pure veduto il tuo sangue; — ma per renderti il ben dell'intelletto mi è forza aprirti più largamente la vena.»
E prevalendosi del ribrezzo che ogni uomo prova nel sentirsi un ferro tagliente e ghiacciato penetrare nelle carni, vibra lo stocco di nuovo e lo aggiunge leggermente nella bocca.
«Dimmi, Castiglione, or che lo assapori, ti par egli buono il tuo sangue?»
Dante non rispondeva, ma digrignava i denti da mettere ai meglio animosi spavento, le sopracciglia orribilmente stringeva, gli erano diventati ritti i capelli; — non pertanto fermo osservava con risguardo il nemico.
«Per santo Jacopo!» esclama Moreno il soldato spagnuolo, «cotesto vostro gentiluomo fiorentino mi sembra lo scoglio del quale fece Moisè scaturire la fontana: — versa sangue da due ferite e non si move.»
«Guai all'Aldobrandi, se si moverà!» risponde l'italiano.