«Con buona licenza vostra io non andrò, messere.»

«Va, per Dio! e dille Dante da Castiglione instare per vederla... Il caso è grave... io voglio vederla, — intendi?»

La fante obbediva, imperciocchè lo sguardo di Dante, commosso a furore non consigliava a fargli troppa opposizione, — quindi a poco tornava la fante per dirgli, non senza un qualche dispetto, entrasse liberamente.


«Madonna!» favella Dante con quei suoi liberi modi, salutata in prima Maria, «spero mi conoscerete... io mi chiamo Dante... e sono di casa Castigliona.»

«Messere, dei vostri illustri fatti così piena è la fama che...»

«Eh giusto, madonna, si tratta adesso di questo! — Io non lo diceva mica per quello che pensate voi, nè anco per ombra», interruppe Dante, il quale, comunque in campo feroce, nel foro audacissimo, manteneva nei socievoli commerci peritanza virginale, «io lo diceva soltanto per conoscere se voi mi tenevate in concetto di gentiluomo onorato.»

«Onorato! Voi mi parete quanto onore viva al mondo.»

«Bene; — e sopratutto discreto.»

«Io vi venero come padre, se non fosse peccato direi come Dio.»