«Bene via: ora dunque, Madonna, ascoltatemi se volete, non sono troppo destro nell'arte di favellare con femmine; voi mi confondete, — quasi mi fate obbliare la cagione per la quale mi condussi in vostra casa... però, siccome penso essere le vostre parole sincere, io ve ne profferisco col cuore quelle grazie che so e posso maggiori, — e di ciò basta. — Conoscete voi Ludovico Martelli? Se voi nol conoscete, non monta, — egli invece conosce, e più che non gli farebbe di mestieri, voi; — insomma egli sembra preso da svisceratissimo amore per voi, madonna Maria; — già corrono venti giorni dal duello, le sue ferite si rimarginano, ma il suo cuore ha tale una piaga alla quale eccellenza di fisico o virtù di farmaco non giovano; — il più del tempo vaneggia, e voi chiama e voi prega che non lo sprezziate, altri non gli preferiate in amore; ed invero qualora ciò faceste, voi avreste il torto, madonna, perocchè sia il più gentile cavaliere che viva in Italia. — Ora non credete voi che la presenza e parole vostre gli apporterebbero altissimo conforto? Io penso che sì, — e forse varrebbe a fargli deporre quella ostinata voglia di morire che tanto lo assale; — venite dunque, madonna, e per voi sia conservato un difensore alla patria, un amico ai suoi amici, a molti infelici un benefattore, i quali da lui in fuori non hanno sostegno altro su questa terra. — In quanto all'onor vostro non dubitatelo vi giuro in fede di gentiluomo che non solo non iscapiterà, ma acquisterà nuovo pregio; imperciocchè, se a voi piaccia, — rimarrà ad ognuno celata la cortesia vostra, o se venisse per accidente a sapersi, fu ed è sempre nobile ufficio di gentildonna sovvenire senza pregiudizio della sua onestà di pietosa aita un cavaliere prestante.»

«Messere Castiglione, che cosa mai pretendete da me?»

«Nulla, madonna, che a me non paia convenevole al vostro decoro, al giusto consentaneo ed all'onesto; io per me, quando sto in procinto di commettere azione la quale possa essere giudicata diversamente dagli uomini mi pongo una mano sul cuore e mi consiglio da lui; se egli approva, ed io con animo lieto la imprendo, imperciocchè quando l'uomo sta bene con sè, vedrete che gli altri terminano sempre di star bene con lui.»

«Non vi sia grave, messere, attendere per brevi momenti», interruppe Maria; e lasciato Dante soletto, passò in altre stanze.

Dante, rimasto senza compagnia, si pone a passeggiare turbato mormorando:

«Ma doveva pure conoscere che non vi sarei riuscito! Io non mi sento acconcio a cosiffatte bisogne; la parola stretta in quattro mura mi manca; dei concetti che penso ad aria aperta non mi riesce aprire la millesima parte dentro una stanza; avrei dovuto affidarne l'incarico a qualcheduno dei miei amici così valenti a ragionare per filo e per segno su la stagione, sul caldo, sul freddo e su tante altre belle cose che pare un incanto; — io non so quali argomenti adoperino, ma, a sentirli dire, e' ti sembra proprio vedere quello che espongono; e se ti vogliono cacciare addosso il furore, tu sbuffi come toro ferito; se piace loro farti piangere, tu piangi... Oh! se potessimo tornare a vivere due volte io porgerei ascolto a quel buon padre Zaccaria il quale sudava acqua e sangue a farmi leggere su que' suoi libri latini: — ma a quei tempi io ne facevo turaccioli per l'archibuso! Quante volte ho ammazzato un colombo con un'egloga di Virgilio e con un pezzo di piombaggine levata dalle vetriere della cappella...»

Gli troncava le parole Maria, la quale, tornando coperta di una specie di gabbano di colore sanguigno, disse:

«Deh! cavaliere, siatemi cortese di porgermi il vostro braccio, e andiamo...»

«Favellate da senno? Oh siate benedetta! Dopo Maria Santissima, e madonna mia madre, la femmina che d'ora in poi terrò più in pregio sarete voi...»