Alla fine i nostri personaggi si trovarono in parte che, per aver dato campo a mortalissimo scontro tra i soldati del Ferruccio e le bande imperiali scorrenti pel paese, era piena di uccisi; le varie e tutte miserevoli attitudini di morte offendevano la vista; più offendeva l'odorato un fetore infame di corpi corrotti; — e non pertanto queste sensazioni erano di gran lunga superate dal turpe spettacolo della umana avidità.
I saccomanni, con gli occhi cupidamente intenti a trovare cosa che loro piacesse, senza pietà scorrevano sopra le sconcie ferite; le mani rapaci senza tremare si bruttavano di sangue e di marcia; — le ultime vesti toglievano, restavano i nudi corpi in disonesta mostra nel mezzo della via; e se s'imbattevano in alcuno che portasse anella o cerchietti di oro alle orecchie, se riusciva loro agevole di quinci rimuoverli, sì il facevano; — altrimenti le orecchie e le dita ornate del metallo prezioso tagliavano e dentro lo zaino riponevano — alle figliuole e mogli loro serbavano la cura di separare con comodo a casa le dita dagli anelli, le orecchie dai cerchietti.
E videro un corvo posato con gli artigli sui labbri di un morto pascersi avidamente degli occhi di lui; — di repente balzò fuori da un folto cespuglio un lupo, stese le branche sul cadavere e ne cacciò il corvo; il quale volando altrove manifestò coll'osceno gracchiare l'ira di trovarsi sturbato nel suo festino di putredine: — e il lupo ebbe appena bevuto un sorso di sangue, stracciato un brandello di carne, che ecco gli fu sopra l'uomo, il potentissimo tra gli animali di rapina; sicchè, mal sazio e ringhiando di furore, toccò al lupo sgombrare davanti all'uomo, come il corvo sgombrava davanti al lupo.
Questa avventura illuminata dal raggio sanguigno che tramandavano le lanterne portate dai villani, durò appena due minuti, ma lasciò in coloro che la videro tale impressione da non dimenticarsi nè anche quando poseranno il capo sul capezzale di pietra dentro al sepolcro.
Vico sciolse un lungo sospiro ed esclamò:
«Ecco la storia degli uomini che furono, sono, ed ahi! Dio voglia che non sia, di coloro che in futuro vivranno.»
Davano forte degli sproni nei cavalli per lasciare il luogo maledetto da tanta e siffatta manifestazione di umana tristizia; ma la fortuna parava loro davanti un nuovo scontro.
Le zampe del cavallo del vecchio percuotono sul petto di un giacente traverso il cammino; le ossa delle costole sotto il colpo sgretolarono, — l'aria violentemente compressa si sviluppa dalle viscere e manda suono come di sospiro: — fremerono tutti e scesero precipitosi di sella.
Con molta cura furono attorno al giacente, — e lo ponendo a sedere, se residuo alcuno gli fosse rimasto di vita investigarono; male però riuscivano nei tentativi loro, sepolti com'erano d'ogni intorno nel buio. Come volle fortuna, alcuni villani carichi di preda passavano quinci poco discosto portando lanterne, — li chiamarono e li pregarono per Dio volessero essere cortesi di aiuto a cotesto infelice.