«Parlate daddovero, messero? Adesso? Sul punto di raccogliere la mercede delle onorate nostre fatiche?... io rimango.»
«Cencio, i beni senza la vita non valgono nulla.»
«E la vita senza i beni vale anche meno; addio al sangue dei Baglioni vostri crudeli parenti e nemici; — addio Bevagna, Tunigiana e le altre terre e castella: rimanga il nipote senza vescovado, — Ridolfo vostro senza la duchessa di Camerino. — Ah! voi mi fate pietà.»
«Usciamo da questo inferno, — diamo la porta al Principe e lasciamolo a sbrogliare le sue faccende con la Signoria...»
«Ma allora chi vi assicura della fede del papa? E poi per questo estremo noi siamo sempre a tempo. Abbiate pazienza, lasciate a me la cura d'ingrandirvi un tal poco; altrimenti nessuno vorrà credere che una nobile repubblica come questa sia stata condotta in rovina da un goffo come siete voi: la nostra nicchia è la ribalderia; sta bene, ma almeno occupiamone quanto basta per farci figura... che cosa direbbe il diavolo di voi?»
«Cencio... ascoltami una volta per sempre... A cui darai vanto del suono, al citarista o alla cetera? Tu sei in mia mano la cetera — ricercandoti, ne ricavo ora il basso ora l'acuto; un giorno o l'altro potrei anche lasciarmiti sfuggire di mano e mandarti a rompere sul terreno.»
«Novelle! Voi fate l'altero per isprezzarmi, ed io vi domando: va egli il cieco senza la guida? — Io sono il fidato destriero che vi mena per balze e per dirupi; voi mi tremate sopra quando muovo sul ciglione del precipizio e vi raccomandate a tutti i vostri santi; io procedo sicuro e vi tolgo dai mali passi; — sono l'anima, la mente del vostro corpo...»
«Se presumi tanto di te, — va' solo, — e vediamo...»
«Solo non posso andare, mi manca stato; la fortuna mi ha posto in tal condizione che le opere mie mi darebbero fama nella taverna che frequento o nella contrada in cui nacqui: il diavolo conta tutte le ribalderie, ma lo storico segna quelle soltanto commesse sotto l'insegna di un leone, di due pesci o di una corona; insomma anche le scelleraggini, onde non muoiano presto nella memoria degli uomini, abbisognano di una marca imperiale, reale o almeno baronale...»
«Ed in prova che, dove io non fossi, tu saresti un fantastico senza vergogna, ti osservo che, spaziando sempre nel passato e nel futuro, tu non ti risovveresti del tempo presente.»