Il Soderini si è genuflesso, il capo ha deposto sul ceppo. La madre sta in piedi alla sua destra, il carnefice dalla sinistra. Questi solleva la scure....

Perche non vibra il colpo? Qual mai forza lo trattiene a mezzo? Gli manca per avventura l'animo? No; egli ne ha spacciati ben molti da questo mondo. — Nell'abbassare la scure egli incontrava gli sguardi della madre. La virtù che immaginarono i poeti emanasse dalla testa di Medusa, e i naturalisti raccontano da certi serpenti dell'Asia, adesso provava il carnefice; quegli occhi gl'impietrano il sangue nel corpo, — gli pareva di fare, — e forse faceva disperati sforzi, nè gli riusciva pure di un pelo declinare le scure. Allora penso gli avesse soffiato addosso qualche gettatura, e per malignità d'incantesimi lo avesse costretto a rimanersi tutta la vita senza potersi punto muovere da cotesta terribile attitudine; e a questa paura straluna gli occhi — i capelli gli si drizzano come stecchi sopra la fronte.

Forse queste cose tutte avvenivano in meno di due secondi: mutata positura, il carnefice si accorse rimanergli libero l'esercizio delle membra; — non pertanto abborrì cimentarsi di nuovo sotto lo sguardo della trucissima donna; — pianamente si volta dall'altro lato e fa sì che le rimanga dietro le spalle; — guarda davanti a sè per sospetto, — non vede nessuno; — si avaccia con tale un moto che parve di rabbia, e aspirando col seno capace largo tratto di aria, solleva con ambe le mani la scure.

Il Soderini aveva cominciato una invocazione; la prima sillaba uscì chiara e distinta, la seconda no, perchè fu proferita dalle labbra di un capo che rotolava sanguinoso sul pavimento del patibolo.

La madre si mosse incontro al capo per impedirgli che traboccasse dal patibolo giù sopra la piazza, ma all'improvviso cadde quasi fulminata. Ella gittò uno strido che percosse come dardo le orecchie degli astanti; — quell'urlo corrispondeva all'ultimo palpito di un cuore spezzato.

Poi andarono pel frate: senonchè questi, sperando nel soccorso di un qualche tumulto, s'ingegna differire, quanto meglio per lui si può, il momento del supplizio. Le mani aveva legate; co' morsi si affatica, co' piedi e col capo; — prega, minaccia e bestemmia, muggisce di affanno; male gli giovano i conati; — comechè reluttante, lo trascinano a forza.

Il popolo, il quale ha sempre plaudito il gladiatore che muore con sembianze animose, vilipeso il codardo, non frenando lo sdegno alla vista di cotanta viltà, irrompeva con urli e schiamazzi da scuotere la terra: «Taglia, taglia....»

Soldati in copia avevano mosso a vedere cotesto spettacolo, e poichè sapevano i cittadini vivere in sospetto di loro, temerono fosse quello il segnale della strage; i cittadini ebbero per le medesime cause uguale paura, e tu avresti veduto all'improvviso in quel mare di popolo una frotta correre in un senso, un'altra in un altro, simile a correnti di mare; e quando venivano a urtarsi come i cavalloni che si spezzano contro gli scogli, andavano all'aria cappucci, elmi, lembi di vesti, e tra mezzo alla tempesta vedevi alzarsi e calare bastoni, coruscare qualche spada; inoltre un rovinio, un muggito simile anch'egli al fragore delle acque sconvolte. Tra le voci discordi superava quella di tradimento; la città tutta si levò a rumore, — il frastuono corse fino al palazzo dei Signori, i quali, adunatisi per provvedere al pericolo, dettero ordini di chiamare la milizia. Nel qual caso, scrive Benedetto Varchi gravissimo storico, si conobbe quanto valgano le armi bene ordinate in una città, avvegnachè i giovani ad un tratto e di quieto si ridussero ciascuno al suo gonfalone, e arrivati sul luogo, parte con buone parole, parte con migliori fatti, sedarono il tumulto. Il popolo a mano a mano si dilegua; dopo breve ora nessun altro testimonio avanzava dal naufragio tranne alcuni cadaveri talmente pesti che mal si sarebbe distinto a quale specie di animali appartenessero.

Fu biasimata molto cotesta giustizia eseguita in quel luogo ed in cotesta ora.

Il giorno appresso apersero l'avello di casa Soderina e vi calarono prima un corpo mutilato, poi una donna e per ultimo una testa. Il manigoldo aveva in un colpo troncato due vite[281].