«Messere Bandino, io sono Pirro Colonna.»
«O Stipicciano, che volete da me? Nulla di buono per certo...»
«Forse che sì; — io vengo da Roma.»
«Volete dire dal contado. Roma ha giudici che prima di pronunciare sentenze se la intendono col papa, — e Roma ha patiboli pel vostro collo, messer Pirro.»
«E nonostante questo io vengo proprio da Roma, dove fui a baciare i piedi santi del beatissimo padre.»
«Ma non vi ha egli scomunicato?... non vi pose addosso la taglia?»
«Il cielo ei può serrare e disserrare. Sebbene quello che a me sopratutto premeva si era che non mi serrasse il collo. Non tolse il nome di Clemente in simbolo della clemenza e mansuetudine sua?»
«Ah! non ci pensava adesso.»
«Or bene, sappiate che siamo ridivenuti amici carissimi, se mai ne vissero altrettali al mondo: guardate questo segno... lo ravvisate? — Io devo conferire con voi cose che Sua Santità mi ha rivelato in arcanis. Siamo sicuri?
«Parmi di sì: favellate.»