«In qual concetto tenete il principe Orange?»
«Lo reputava meno francese: il suo cervello due terzi del giorno ha sommerso nel sonno e nel vino, l'altro terzo nel giuoco; animoso è molto, — io però ho veduto mastini molto più valorosi di lui.»
«Il papa crede diversamente, — lo reputa uomo da prendere la Toscana per sè, — da condurre in moglie la duchessina..., da lasciare insomma quel dabbene duca Alessandro come l'arme di casa Pucci, — un moro senza corona.»
«Chi disse al papa siffatte novelle?»
«Forse nessuno, — le avrà immaginate... sospettate...; or che mi ricordo, affermava essergli state riferite da tale che udì vantarsene l'Orange.»
«Il papa s'inganna.»
«Silenzio! Non vi preme ella l'anima vostra? Il papa è infallibile.»
«Orange non conserva un pensiero più di cinque minuti, per timore che non gli arrechi il dolore di testa.»
«Ma il papa non vorrebbe differirgli più di oltre il regno dei cieli: in questa faccenda ci guadagnano tutti, — l'Orange primo, che va in paradiso di volo, perchè il santo padre gli manda pel viaggio tre once di piombo e non so quante libbre d'indulgenze plenarie, — misura di carbone pesato alla stadera dell'Elba, che ha la prima tacca sul mille; ci guadagniamo noi che attrapperemo una diecina di prebende, — non furono istituite per darsi a coloro che recitano il breviario alla gloria di Dio? Noi serviamo a Dio ben altro che con uffizi. — Il papa si libera da' suoi timori; — povero vecchio! In verità abbisogna di spirito riposato per questi giorni che gli avanzano a vivere. Rimane il rimorso, ma il papa tiene i rimorsi in conto di zanzare; — con buone cortine se ne difende, e bisogna crederlo, perchè lo ha provato, povero vecchio! — Gli eredi acquistano più presto il retaggio; — gli scultori innalzano più presto il sepolcro; — i poeti percuotono la musa, come una moglie dopo dieci anni di matrimonio, per farla piangere lacrime di Elicona. Per me credo che, a dirlo allo stesso Orange, risponderebbe: Il papa ha ragione: — però il santo padre non desidera sia consultato, e afferma che quando si fa la cosa utile, non importa ottenere il consenso di colui in vantaggio del quale la operiamo.»
«Orange ha una spada... non basta... gli manca una testa, — peggio per lui; — non è vela acconcia per nessun vento, — morrà, — non mica perchè pericoloso, ma perchè a nulla buono; — per me poi... Ah! per me ormai corre buon tempo ch'io non conto più — colpa dei teologhi, i quali al primo delitto non dovevano comminare l'inferno per sempre; — ora, o dieci o mille, la eternità dura lo spazio medesimo. Orange è morto, — ho già trovato il modo. Quando giace morto qua dentro», e si toccò la testa, «poco può andare ch'egli si giaccia morto nel camposanto. — Messer Pirro, siate diligente a segnarvi con la vostra compagnia di qui a due ore tra le bande degli archibusieri che partiranno pel contado di Pistoia.»