Una sera dei primi giorni del verno, all'ora del crepuscolo, — in quel momento in cui la luce e le tenebre si contendono il cielo, — e l'anima umana vacilla tra le cure della vita e i pensieri della eternità, — in cotesto istante, che anche all'assassino viene involontaria una preghiera della infanzia su i labbri, e nel cuore un pensiero per la madre che lo amò tanto, — in quell'ora di mestizia e di pace, Lucantonio si presentò al metato[347] della casa nuova. Teneva in collo, sorreggendola col braccio destro, Annalena, che dalla pieghevolezza dei contorni sembrava addormentata, se non che la destra le pendeva inerte lungo il fianco, la manca dietro il dorso del vecchio, — e questi si aiutava sorreggendosi forte al bastone, — il capo aveva scoperto, — i suoi capelli bianchissimi si disegnavano nella porpora del crepuscolo, gli avresti detti tinti nel sangue.

Giunto in mezzo al metato, volgendosi ai montanari quivi raccolti, con ferma voce e non pertanto sinistra domandò se alcuno di loro per amore della Madonna e per i suoi danari avesse voluto accompagnarlo al piano delle Vergini con palo e zappa, onde assisterlo in un'opera pia.

«Per amore della Vergine e vostro senz'altro», risposero i montanari, «noi vi accompagneremo»; — e le loro donne, mogli e figlie, fosse pietà, fosse voglia curiosa, o l'una cosa e l'altra, vollero ad ogni patto seguitarli.

Procederono a due a due come in processione silenziosi-; — veniva ultimo il vecchio; — egli non aveva permesso a nessuno di toccare Annalena; — e sì che quel peso doveva gravarlo, e ad ogni passo che mutava, pareva accostarsi di un anno al sepolcro.

Ad un tratto il vecchio proruppe nel cantico dei morti e supplicò al Signore perchè nella sua immensa misericordia avesse compassione di lui.

E gli altri vennero ad ogni verso rispondendogli, sebbene ignorassero chi e dove fosse il defunto.

Lucantonio gli fece fermare nel bosco delle Vergini, a piè di un castagno, ordinando scavassero colà dove additava.

Tolta alcun poco di terra, la vanga incontra stritolando ossa umane; il montanaro lascia l'arnese ficcato nella terra e rifugge inorridito.

«Continua l'opera, montanaro», con voce solenne riprende Lucantonio, «tu non profani le ossa dei morti, — io riunisco la moglie al marito, — questa ch'io tengo su le braccia è la sposa, — lo sposo giace là dentro, — il sepolcro sia il talamo di ambedue. Ieri all'alba ella svenne e diventò fredda... io la esposi al sole... l'avviluppai in caldi pannilini... col mio fiato mi sono ingegnato riscaldarle le mani, ma ella si è fatta sempre più fredda... l'ho chiamata co' nomi più cari... Vieni, le ho detto, sebbene questo pellegrinaggio mi avvelenasse il sangue, vieni, andiamo a visitare la fossa di Vico. — Non mi ha risposto... Io l'ho tenuta per morta: ella difatti è morta...»

Il montanaro continua a scavare la fossa, — e il vecchio soggiunge favellando ai circostanti: