«Se l'uomo calpesta il mattone, non vi lascia l'orma — e il mattone non soffre: all'opposto l'uomo si curva gemendo sotto il piede di chi lo calpesta e non sa aiutarsi. — Lunga è la vita del mattone, sicchè può sostenere, fatte cadaveri, due o quattro generazioni di coloro che lo hanno calpestato. — La vita dell'uomo passa come ombra, e spesso egli muore nella rabbia di contemplare avventuroso il suo oppressore.»


«L'uomo si consuma nell'angoscia: — quando intendeste voi che il mattone gridasse: ahimè? — Se il mattone diventa rosso, ciò è perchè il fuoco lo cuoce: — l'uomo poi si fa vermiglio a cagione della vergogna o del sangue.»


«E l'uomo è vinto dal fuoco, dall'acqua, — da tutti gli elementi, — ma il mattone gli sfida per tempi immemorabili. Però l'uomo è più duro del mattone in una parte sola, — nel mezzo del cuore.»


«E se poni il mattone accanto al mattone, vi stanno quieti, nè il fratello dice al fratello: Fatti in là. — Poni l'uomo insieme coll'uomo, e si divoreranno tra loro — ma l'uomo ragiona.»


«Il mattone rotto si tramuta in sassi; co' sassi qualche volta si uccidono i re[370], qualche volta anche i papi[371]. — I sassi somministrano armi al popolo quando un giorno lo prende fastidio di servire da gregge. I tiranni temono più i sassi dei pugnali. — Ora a che è buono l'uomo quando ha chiusi gli occhi alla luce?»