[90]. La statua del Doria era abbattuta nel 1797 dai repubblicani: la rialzò Napoleone. Carlo Botta, al lib. XXII della Storia d'Italia, declama: «Comandò si restituisse la statua di Andrea Doria: questo affronto mancava ad Andrea, atterrato dai Giacobini, rinnalzato da Napoleone I» Il popolo comprese per avventura il Doria meglio di questo storico.
[91]. Luigi Alamanni, nella satira 12, cantando di Venezia, diceva:
Se non cangi pensiero, un anno solo
Non conterà sopra il millesim'anno
Tua libertà che va fuggendo a volo.
La fortuna verificò la profezia: la elezione del primo doge fu fatta nel 797... Venezia cessò d'esser libera nel 1796, cioè un anno prima che la predizione del poeta spirasse.
[92]. «Prego don Giovanni di Luna, castellano, che mandi a tôrre del mio sangue dopo la morte e ne faccia fare un migliaccio, mandandolo a Cibo cardinale affine che si sazii in morte di quello che saziare non si è potuto in vita, perchè altro grado non gli manca per arrivare al ponteficato, al che esso tanto disonestamente aspira.» — Testamento di Filippo Strozzi.
[93]. Varchi, Storia, lib. XII. «Clemente comandò che fosse messo in una buia e disagiosa prigione in Castello Santo Angiolo, dove, ancorchè il castellano, il quale era messere Guido dei Medici vescovo di Centa, avendone compassione, lo accarezzasse da prima e s'ingegnasse di mitigare la iracondia del Papa, nondimeno dopo più e più mesi, stando nella inopia di tutte le cose necessarie, ed essendogli ogni giorno per commessione di Clemente stremato quel poco di pane e di acqua conceduti, non meno di sporcizia e di disagio, che di fame e di sete miserabilmente morì.» Di frate Benedetto fu traditore il Malatesta, che lo dette per giunta al tradimento di Firenze. La lettera dell'oratore Cappello tratta dalla Magliabechiana e stampata nell'Assedio di Firenze dall'Albèri a pagina 321 dichiara: «Con tutto che si fosse perdonato ad ognuno, Malatesta aveva ritenuto Benedetto da Fojano teologo e predicatore unico, e fra Zaccheria, ambedue dell'ordine di san Domenico, osservanti della congregazione della Toscana; il che aveva fatto per fare cosa grata al papa, per essere stati questi acerrimi nemici di Sua Santità e difensori con le predicazioni ed esortazioni del governo popolare di Firenze; e Malatesta aveva già cominciato a tormentare fra Benedetto.» Questo ho voluto notare, perchè la inverecondia pretesca, gettata giù buffa ai dì nostri, nega il paiolo in capo; e avvertasi che il povero fra Benedetto non fu mica eretico; tutto altro, zelantissimo cattolico ed «uomo, aggiunge il Varchi, oltre la grandezza e venustà del corpo, di molta dottrina e di singolare eloquenza, posto a tale croce unicamente per essersi mostrato figliuolo pietoso alla patria, quella appunto che il Papa e si scuopriva empio e crudele.»
[94]. In quel secolo credevano ai veleni capaci a produrre la pazzia. — Eustach. Rud., lib. 4, De morb. occult., cap. VI et seq.
[95]. «Papa Clemente, trovandosi senza danaro e senza reputazione, si partì tutto malcontento agli trentuno e lasciò i Bolognesi non troppo bene soddisfatti per un taglione che aveva loro posto; i quali però avendo in tanta frequenza di principi e di prelati vendute carissime eziandio quelle cose le quali erano soliti in altri tempi, non che dare a buona derrata, gettar via, avevano oltre il solito ripieno la loro città di contanti.» — Varchi, Storia, lib. XI.