«Tutti i capitani e soldati tanto a piè quanto a cavallo delle terre della Chiesa allo stipendio dei Fiorentini sotto la condotta del signor Malatesta sieno perdonati; i beni salvi; se presi adesso, restituiti senza spendio di sorte alcuna.»

«Ancora.»

«Il signor Malatesta, con qualsivoglia grado e dignità e con suoi parenti, seguaci, complici e aderenti, possa a suo beneplacito liberamente tornare a Perugia e quivi commorare in buona grazia di Sua Santità.»

«Questo non era mestieri domandare; — ben lo aspettavamo noi: — la presenza del signor Baglioni reca onore e decoro al dominio della Chiesa.»

«Tanto meglio: rimesso il bando al capitano Prospero della Cornia per l'omicidio di Jeronimo degli Oddi e i suoi figliuoli.»

«Il Figlio di Dio», riprese il Papa additando il Cristo, «perdonò a coloro che lo sospesero in croce; — a santa Chiesa sua sposa imitare gli esempi divini è soave: chieda il capitano Prospero col cuore pentito, il perdono del misfatto al cielo, noi lo abbiamo perdonato....»

«Si conceda indulto al conte Sforza da Scarpeto pei maleficii commessi, e gli sieno restituite le possessioni.»

«Abbia l'indulto e i beni.»

«La Santità Vostra conceda pieno assoluto dominio al signor Malatesta di Nocera sulla Valle Toppina, Bevagna, Tunigiana, Castellabono col titolo di duca; Rota Castelli e la metà di Chiusi libero; — un vescovato di diecimila scudi d'entrata l'anno per lo nipote; — la figlia del duca di Camerino per Ridolfo suo figliuolo; — e finalmente componga a suo favore le differenze pei castelli con gli Orvietani.»

«Avanti.»