— Magnifico, badi di non si precipitare per quanto amore porta a Dio, però che Sisto viene oltre con un nugolo di sbirri e il boia in mezzo, a cui proprio con questi miei orecchi ho sentito dire: — Gigolo, caso mai uno si attentasse accostarmi con fogli in mano, o senza, fallo pigliare e strozzamelo lì, per lì, senza badare ad altro, fosse anco imperatore, re, cardinale, ambasciatore, il mio stesso nipote; bada bene, se non istrangoli lui, io strangolo te. Adesso andiamo. Te Deum laudamus.... — ed ha intonato il Teddeo.
Il Papa fino al palazzo di Spagna procedè a capo chino come uomo in balía di pensieri molesti, quando poi lo mirò sgombro di gente, e si fu accertato non ci si trovare l'ambasciatore, lo raddrizzò baldanzoso. Di fatti, parola detta e sasso lanciato non si possono più tirare indietro, e Sisto non era uomo da ritirarsi, tuttavia quell'essersi omai messo per le sue parole tra l'uscio e il muro a farsi strangolare proprio su gli occhi l'oratore di S. M. Cattolica, era cosa, che un po' di scrupolo lo metteva anco a lui: ed ora gli pareva, che un grosso peso gli fosse cascato giù dalle spalle: mentre pertanto vibrava qua e là gli occhi a mo' di lingua di vipera, gli venne fatto vedere Angelotto, il bargello di campagna, a cui aveva commosso la cura di dare la caccia ai banditi. Fortuna volle, che gli occhi del bargello s'incontrassero in quelli del Papa, ond'ei se ne sentì quasi affascinato, sicchè impietrito senza pur movere un passo attese, che un camerario di Sisto andasse a dirgli per parte di sua Santità facesse di trovarsi al palazzo di San Giovanni Laterano dopo la cavalcata, al quale comando egli, comecchè trepidante, obbedendo, appena venne al cospetto di Sisto si gettò giù di sfascio in ginocchioni implorando a mani giunte mercè.
Il Papa, senza fare le viste di accorgersi dell'agonia di cotesto sciagurato, gli domandò:
— Chi sei?
E l'altro batteva i denti non sapendo spiccicare parola; ma il Papa da capo:
— Chi sei ti dico? Chi sei?
E Angelotto zitto.
— Parla in tua malora; chi sei?
— Beatissimo Padre....
— Su, di' l'ultima.