— Ma se troppo bene vostra Santità mi conosce... io sono Angelotto....
— Angelotto chi?
— Il bargello di campagna....
— Non è vero; se tu fossi il bargello di campagna non ti basterebbe il fiato di passeggiare, come ti attenti in città; incatenate questo bugiardo, mettetelo in prigione, intantochè mandiamo a chiarire se il bargello di campagna si trovi al suo posto...
Qual fu detto, tal fu fatto; ed ormai dai più il bargello si teneva per ispacciato; anzi taluno bisbigliava sommesso: — l'animale carnivoro ha fame di carne; si vedeva aperto, che per Sisto senza sangue non sarebbe passato il giorno. Angelotto paga per l'Olivarez, un bargello per un conte — Gigolo si può contentare.
Chi avesse scommesso un baiocco contro uno scudo, che Angelotto la scapolerebbe, non avria trovato chi tenesse il gioco per coscienza di rubargli a man salva lo scudo, e s'ingannava; perchè Sisto, trovandosi cotesto dì dolce di sangue a cagione del caso successo, contento della paura del bargello, e cavandone argomento di scede e di riso, dopo cena, lo fece condurre da capo in sua presenza, dove gli tenne questo discorso.
— Ci hanno riferito come tu senta insuperabile repugnanza a morire, ed hai torto, perchè a questo pettine dobbiamo tutti arrivare, e noi al pari di te, quantunque portiamo il regna-mundi, insegna della potestà su tutti i potenti della terra; inoltre ti avremmo munito della nostra apostolica benedizione, per la quale ti troveresti in certo modo condotto quasi a mezzo il cammino del paradiso: ma via, ognuno ha i suoi gusti, e tu hai quello di non voler morire impiccato. Peccato!... proprio peccato! che per la forca parevi nato a posta. Un giorno ti pentirai esserti lasciata scappare di mano così degna occasione. Vivi dunque che noi te lo vogliamo concedere; però ogni peccato merita penitenza, e tu lo commettesti grosso, dacchè, recandoti in città, mentre noi ti paghiamo per vigilare la campagna, tu ci mangiavi il pane a tradimento, nè qui sta tutto il male; il peggio noi lo troviamo qui dentro, che intanto tu cessi il tuo ufficio, chi sa i banditi quante ruberie hanno fatto, quanti incendi appiccati, quante vite spente, e tu ci devi conto di queste rapine, di queste fiamme e di questi omicidi....
E siccome la voce di Sisto mano a mano che s'inferociva nel dire diventava tonante, il misero bargello cadde con la faccia sul pavimento: allora il Papa con suono più blando riprese:
— Orsù, se ti perdoniamo la vita, quanto ci darai tu?