— Noi non vogliamo tutto; per riscatto della tua vita ci contentiamo di una mezza dozzina di teste di banditi, le quali procurerai di farci recapitare in capo ad otto giorni qui in San Giovanni Laterano.

— Una dozzina..... due dozzine.... rispondeva il bargello trasognato, senonchè Sisto dandogli su la voce soggiunse:

— Zitto là: mi bastano sei, anzi una sola, a patto che questa sia di Venanzio Tombasi, che mi è di pruno dentro agli occhi, se dai sei capi di banditi ordinarii, o se dal capo solo del Tombasi tu farai maggiore lavoro, noi te lo porremo a credito, e per ogni testa ti daremo la mancia. Adesso vattene, e di' a questi vassallacci di Romani, che se la salsa di mannaie valesse a procurarci buono appetito, gioverebbe eziandio alla migliore digestione: quello che consola è il pensiero, che per un poco di sangue corrotto buttato via, se ne risparmi molto e buono ed innocente; il medico pietoso fa la piaga puzzolente, ed è proverbio vecchio: ci fu consegnata la Chiesa spelonca di ladroni, e, se Cristo ci dà vita, la lasceremo tale, che ogni uomo ci possa vivere in pace all'ombra del suo fico e della sua vigna.

Qui volto agli astanti, acceso in volto, con grande forza esclamò:

In matutino interficiebam omnes peccatores terrae, ut disperderem de civitate Domini omnes operantes iniquitatem[6]. — Per ultimo, con gesto imperatorio, ordinava al bargello:

— Ora alzati, e vattene. —

CAPITOLO SECONDO.
Paolo Pelliccioni.

Come e perchè le terre della Chiesa fossero le peggio governate tra le altre italiche, le quali pure erano rette pessimamente, sarebbe discorso lungo: basti tanto, che chi piglia iniquo, mal può dominare onesto, ed arraffando in compagnia bisogna sopportare il complice ladro, o strozzarlo; di vero, quante volte gliene capitava il destro, la Chiesa non si tirò indietro da strozzare, ma spesso trovò chi non ci si accomodava, e allora, messa in un canto la fune, riprese l'aspersorio. Di molti tirannelli minori della Romagna, e della Umbria, la Chiesa venne a capo, di altri no, come sarebbe a dire Colonnesi e Orsini, che le furono perpetui calci nella gola.

Oltre a ciò le Corti forestiere, e la Curia stessa romana, trovarono il conto loro a considerare, e a permettere, considerassero Roma terra neutra, dove ognuno era padrone un po'. Di qui i palagi, le vigne, gli studi, le chiese, che ogni nazione ci fondava, e ci manteneva; di qui le immunità, i privilegi, ed altri di questa ragione diritti; di qui per ultimo gli asili da prima limitati alla casa dello ambasciatore, e poi di mano a mano estesi alle contrade circostanti, vero semenzaio di banditi.