— Lo so anche io, che ho ragione, e bada a questo altro: domani quando raccoglieremo le teste dei banditi, un paio di dozzine e' ci hanno da essere....
— Per me crederei di no.
— E tu credi così perchè tondo nascesti e tondo morirai, chi ti para a mescolare co' capi dei banditi qualche testa di sbirro? Le non si distinguono le teste come sono tagliate, massime quando piglia a disfarle la morte... allora un ladro vale quanto un vescovo, e ci è da sbagliare....
— Dici bene tu, ma se taluno ci fa la spia... con Sisto, Domine aiutaci!
— Restando la cosa tra te, me ed Arrichino non si ha da temere tradimenti; e di grazia a che pro tradirci? Sisto promette alle spie Roma e Toma, e anco le paga, ma se tu ci hai avvertito, presto o tardi le agguanta, e solo che inciampino in un filo di strame e' vanno a finire al canapaio, però messe a monte le altre ragioni, basta questa per noi a tenerci la fede.
— Anzi, osservava Arrichino, tra le teste dei banditi non potremmo trovarne una giovane, e dare ad intendere che fosse dello stesso Venanzio...?
— Io la tengo per cosa da non ci pensare, rispose Angelotto, perchè il Papa sa ch'egli è bellissimo, di capello biondo d'oro, e forse gli hanno dato altri segnali di lui: anche te ammonisco a non volere stravincere. —
Il Riccio allora come studioso di non iscapitare nella reputazione di mascagno soggiunse:
— Di' un po' Angelotto, le taglie promesse si avranno a spartire fra coloro che rimasero vivi? —
— Ma sicuro, i morti non contano, e poi hanno sempre torto marcio.