— Giusto come pensava anch'io! Dunque meno che saremo e più ci toccherà?
— Per lo appunto a quel modo.
— Allora, sarei di avviso, che ce ne tornassimo addietro noi altri; ai passi metteremo guardie, nè grosse, nè sottili, perchè i banditi non ci possano sgusciare di mano: voi vedrete, che, come aggiorna, da qualche buco scapperanno fuori cotesti dannati a fare impeto su le guardie per mettersi in salvo; e noi gli lasceremo arrabattare un pezzo fra loro, perchè per ogni bandito che casca morto le taglie crescono, e per ogni sbirro che pigli la via dell'altro mondo meno ci tocca a spartire....
— Non è mica pensato male, sai? Ma ci ha di mezzo l'anima, Riccio mio....
— Ed anco a questo ho avvertito... non ti sembra che si possa aggiustare la faccenda con qualche messa?
— Sicuro... con le messe... e gli uffizii. —
Così rimasti d'accordo, ordinarono alle squadre rifacessero i passi; domani a giorno chiaro sarebbero tornati a seppellire i morti ed a mozzare il capo ai banditi, e tutti insieme scesero cantando canzoni, dove, ad onta della parola, per paura di Sisto, pudibonda, non iscaturiva meno sfacciato il concetto; tanto l'aspettazione del poco danaro delle taglie valeva a soffocare il senso di angoscia presente e del pericolo trascorso, anzi il dolore pei compagni perduti e il rimorso della strage menata!
Paolo levò tardi la mano di su la bocca di Maria; allora solo, che il vento non gli portò nè manco il susurro del canto degli sbirri che si allontanavano, e Maria da parecchio tempo non respirava più. Levatosi in piedi Paolo favellò in questa sentenza ai compagni:
— Se vi abbia voluto bene e vi ami, voi lo sapete, però non dico nulla dell'angoscia che provo a dovervi parlare siccome faccio; fratelli miei, e' non ci vedo caso, bisogna separarci. Ora un acquazzone ci rovina addosso; passerà, e la prudenza insegna di aspettare al coperto, che smetta; non possiamo mica fare alle capate co' muri. Papa Sisto in questo quarto di luna vive in pace con la Spagna, i Viniziani, il serenissimo di Toscana, insomma con tutti; l'accordo dei gatti fa la tribolazione dei topi: ma quanto durerà egli? Staremo a vedere; intanto il punto giace nello scansare la forca, figliuoli miei, e attendere tempi migliori. Dividiamoci dunque per ritrovarci con meno tristi auspici più tardi, voi conservatemi la vostra benevolenza, com'io vi do pegno di perdurare nella mia; se ho commesso qualche errore, ne chiedo perdono prima a Dio, poi a voi altri; voi sapete che verun uomo può vantarsi perfetto: pensate se io! Il patrimonio comune, ch'io rivenni al verde, mi sembra, che se non risponde ai desiderii vostri (e questo sarebbe un po' difficile), pure ora sia tale da potervene contentare; adesso lo dividerò tra voi, qui lascerete le armi, gli argenti, e gli ori lavorati, come pure le gioie, chè per queste cose voi cadreste facilmente in sospetto, e ricordatevi che i sospetti mettono i pioli alla scala di compar Gigolo. Dell'oro monetato fate tre parti, una darete al prete per la faccenda dell'altro mondo, la seconda al giudice, caso mai vi fastidisse nella faccenda di questo mondo, la terza serbate per voi. Rendetevi terziarii di San Francesco, o meglio torzoni in qualche convento; quello che si fa con la veste corta del bandito, il tonacone del frate sembra tagliato a posta per coprire: se vi occorre barattare moneta, cercatene al priore, o al sagrestano, e a patto che non istiate su lo spiluzzico a riscontrare il danaro del cambio, egli non vi tradirà; non vi confidate mai con donne, e i capelli non vi saranno tosi da altri, eccettochè dal barbiere; fate la carità in segreto, e Dio, che la vede anche al buio, vi ricompenserà; godete anche in segreto, perchè allora il bargello non lo saprà: e mastro Gigolo non v'impiccherà. —
A considerarlo bene come merita, non si può dire, che questo discorso abbia virtù di movere troppo gli affetti, e tuttavolta i banditi piangevano a sprone battuto. Tanto è, uno scampolo di tenerezza la possedevano anch'essi; e....