— Senza fallo; pure io credo, che se la stessa fonte di tutta purità avesse mirato il povero santo Ignazio avvampare dello amore, ond'io ho acceso il petto, non avrebbe consentito a farne un san Bartolomeo durante il giorno, e un san Lorenzo la notte.

— Lasciamo queste cose da canto, signor Duca: ciò che avete detto basta a chiarire, che il paragone di santo Ignazio con la Madonna non tornava in chiave...

— Sì, ma pel corpo di santo Alfonso, che riposa in Zamora, come volete, mia signora, ch'io vi ami? Lasciamo questo velo di terra che ci fascia, e pure ci è caro; diventiamo anime, e come nudi spiriti amiamoci; allora fieno nostri diletti correre sopra gli aliti della notte, i quali fanno tentennare i fiori come capi d'innamorati, che si accostano per baciarsi, o voleremo pei cieli a cavallo di quale stella più splende amorosa; o meglio ancora ci avvolgeremo deliziando nell'onda armonica, che esce dalle corde dell'arpa di David quando suona i salmi di laude al trono di Dio... ma finchè questo connubio della materia con l'anima dura, deh! non mi sia colpa amarvi come Adamo amò Eva, come i Patriarchi amarono le mogli loro... e così essendo, perchè ricuserete la umile offerta? Sara non respinse i doni di Faraone, e di Abimelec, e cotesti doni diversi dai miei, ed anco dati per fine meno santo davvero.

— No, Duca, nelle vostre parole non ci ha cosa che io non possa udire, nè nelle profferte vostre, cosa che io non possa accettare; solo ci sono cose che nè dovrei udire, nè posso accogliere prima del signor marchese mio padre. La notte amica cuopre il mio rossore, però protetta dalle sue ombre mi attento, signor Duca, porgervi la mia mano in pegno, che il vostro affetto non mi torna sgradito.

La mano della Violante fu strinta bramosamente da entrambe le mani di Paolo, e baciata con sì focosi baci, che per poco non ci levarono sopra le galle; e tra un bacio e l'altro non si udivano che esclamazioni: — o suma bondad! o muis contiento! gioie maravigliose anzi divine! o mia querida prenda! anima dell'anima mia! mio dulce cuidado! con altre più voci di cui va composto il grande dizionario italiano e spagnolo dello Amore. Fin qui, come avranno potuto notare i miei lettori, e sopratutto le mie amabili leggitrici, i discorsi dei nostri amanti sonarono perfettamente imbecilli: cotesto non si nega; ma non è mia colpa; chi se ne intende mi accerta la imbecillità essere vizio proprio dei colloquii di amore, il quale essi possiedono in comune co' discorsi di apertura dei Parlamenti, che i ministri mettono su la bocca alla corona, e co' discorsi dei ministri stessi, eccetto quando parlano di gravarci con nuovi balzelli le spalle, nel medesimo modo che i favellii di amore cessano di comparire vacui quando danno la stretta del matrimonio; chè quanto a questa faccenda non ci ha femmina al mondo, la quale non valga a reggere il bacile al più involpito fra i diplomatici; nè la Violante era donna da dimenticare il fatto suo; di vero, appena riscossa la mano al rapace amatore che ne menava strazio (già s'intende co' baci), ella mostrando vaghezza di allontanarsi favellò:

— Addio, signor Duca; il Signore vi tenga nella sua santa guardia... continuate ad amarmi come io vi amo; — di tanto vivete sicuro, che mi sarà grato portare il vostro nome, e il titolo di Duchessa, ma al medesimo tempo, non vogliate obliare mai che in questa casa non si entra se non per la porta, e consenziente mio padre... intanto scrivete a Roma, fate venire le prove della vostra nobiltà, le carte concernenti il Principato... voleva dire la Duchea, i feudi, e i maggioraschi vostri, e dopo che tutto questo sarà chiarito, ventilato e cribrato, persuadetevi, mio signor Duca, che voi non potrete desiderare più zelante avvocato di me presso il signor Marchese mio padre, perchè vi conceda la mia mano.

Detto questo, ella si allontanò intostita, piuttosto radendo che mutando passi sul pavimento, come quelli che le videro, affermano costumare le statue quando, scese dai coperchi dei sepolcri per fare le faccende loro, si affrettano ritornare al posto. —

Paolo rimasto solo chiuse a pugno la destra e poi l'aperse di forza avventando dietro costei una imprecazione che a cotesti tempi ricorreva spesso sopra le labbra dei vassallacci di Roma, e vi s'incontra anco ai nostri, ma che non può trovare onestamente luogo in questo libro.

La Violante condottasi nella sua camera si pose innanzi tratto genuflessa davanti a bellissimo crocifisso di avorio, avvertendo bene, che il cuscino di velluto non le cascasse di sotto le ginocchia, e quivi si accusò, e si pentì del peccato commesso contro la religione, i costumi di gentildonna cristiana, e soprattutto contro il decoro d'idalga spagnuola, concludendo col fermo proponimento di tornare da capo alla prima occasione. Dopo ciò, parendole di avere saldato il conto della giornata, si mise a giacere.

Ed ora che dorme guardiamola un po' adagio, e procuriamo in succinto porgere idea della sua persona. Vi ricordate la cara statuetta di Canova, che rappresenta Psiche con la farfalla tra le mani? Canova la donò; altri la vendeva; adesso si trova in Baviera, ma voi ve ne ricorderete. Or bene, nel modo che la farfalla sta tra le dita di Psiche, l'anima della Violante si trovava imprigionata fra quelle della Superbia; ma ohimè! con sorte quanto diversa; Psiche l'accarezza, e ne scuote soavemente la tenue forfora dalle ali dorate, mentre la Superbia mena strage dell'anima caduta nel suo fiero dominio. I tratti che la benevolenza s'industriava condurre sopra cotesto sembiante, l'asperità ostinavasi cancellare: le labbra di lei, comecchè vermiglie ignoravano le molli curve onde la bocca di donna sorride quei placidi sorrisi somiglievoli a sfumature di odore soverchiamente acuto, nè gli occhi suoi conoscevano i lunghi sguardi e miti come le mestissime tinte della luce che tramonta: anco per gioia i suoi sopraccigli aggrondavansi, e guardavano il supplichevole del pari che lo irreverente; e quante volte i suoi labbri si atteggiavano a sorriso facevano greppo come fanciullo che si disponga a piangere. Dalla madre spagnuola ella ebbe i capelli neri, lucidi quanto bitume giudaico, e la pelle colorita di un pallido gentile arieggiante l'umore più puro che si cava dalla pingue oliva toscana, altro da lei non ebbe, che la lasciò bambina; nè forse più nè meglio avria potuto cavarne, allevata come fu in corte di Spagna, dove respiravasi sempre un'aura di superstizione che emanava dall'arca d'Isabella regina, tenuta aperta dalla sacra crudeltà dei frati..... Signore! Quando considero cotesta donna levata a cielo, non pure dai vetusti, bensì anco dai moderni scrittori, e perfino da quelli che nacquero e crebbero fra popoli liberissimi, la mia mente si sbigottisce[12]. Per me mi sento ribollire il sangue alla ipocrita ferocia, e alla stolida credulità di costei, la quale o fingeva, o sperava spegnere con alcune poche lagrime lo incendio dei roghi della Inquisizione, ch'ella pure aveva suscitato. Ormai a estinguere il maledetto fuoco mantenuto vivo dalla cupida rabbia dei frati, non che lacrime di donna, basterà appena il diluvio di sangue di cento generazioni. —