— Alle corte, volete farlo, o non lo volete fare?
— Ah! non posso...
— Andate via.
Il Curato si alzò con le mani giunte, e dopo uno sguardo lungo e pieno di passione volto al sacchetto della pecunia, sollevava gli occhi al cielo così supplichevoli per un buon consiglio, che non avrebbe fatto maraviglia se avessero spedito di lassù l'arcangiolo Gabriello a portarglielo fresco fresco, uscito di forno allora; però il buon consiglio gli venne, chè l'avarizia umana, massime dei preti, non ha mestieri aiuto per pescare trovati capaci ad avvantaggiarsi; onde curvando la persona ripigliava a dire:
— Ecco... un ripiego per salvare la capra e i cavoli ci sarebbe...
Ma il Marchese con le ciglia aggrondate, gli occhi minacciosi, giallo come uno scudo d'oro, col braccio alto sopra il capo e il dito teso gli accennava sempre partisse. Il Curato, in mezzo all'avarizia e alla paura, pareva sentirsi cotto da due fuochi; pure l'avarizia vinse, e, fatto del cuore rocca, soggiunse:
— La si lasci servire, Eccellenza, la si lasci servire...
— Parlate via, e presto.
— Noi faremo il mortorio a patto, che non sappiamo per cui...
— Ma se lo sapete...