Dopo molto spazio di tempo, così ordinando amici e parenti del Marchese, accorsi al caso, i servi scassinarono la porta, e muniti quale di cuscino e quale di materazzo furono sopra al Marchese, il quale tutto molle di sudore, ammaccato, ed in più luoghi lacero balbuziendo, e con le mani annaspando lasciò cadersi sopra la faccia; lo sostennero i famigli, e con pietosa cura lo trasportarono privo di sensi sul letto. Don Orazio, medico di casa, chiamato in fretta, arrivò tardi; costui godeva fama meritamente di medico egregio e di cervello balzano; fattosi presso allo infermo lo speculò da cima in fondo tre e quattro volte, ordinò gli narrassero a modo e a verso tutto il successo, e mentre gli astanti con maravigliosa ansietà aspettavano udire prescrizioni strane, egli si strinse a questo:

— Signor Diego, avvertite di bagnare all'infermo lo tempie con l'acqua fredda, e mutategli spesso le pezzette: se ripiglia i sensi tranquillo non lo sturbate e lasciatelo in quiete; se all'opposto, state pronti a reggerlo e venite a chiamarmi — e mosse per andarsene.

Allora fecergli calca intorno i parenti e gli amici industriandosi scalzare l'animo del medico circa la gravezza del male, e se si sarebbe guarito presto, e da che fosse derivato, frastornandolo con mille altre domande del pari indiscrete; ma il Medico se ne sbrigava rispondendo:

— Dubito che la infermità abbia rimedio; tuttavolta non si sbigottiscano, però che le vostre nobili signorie non si accorgeranno forse che il Marchese durerà ammalato: ad ogni modo, le assicuro ch'egli non se ne accorgerà di certo.

— Magnifico don Orazio, interrogava sommesso Diego il Medico, accompagnandolo come si costuma fino su le scale, se me lo potesse dire in quanti passi di acqua peschiamo col padrone, mi farebbe carità, sia per l'obbligo a cui sono tenuto come cristiano e leale famiglio verso il mio Signore, sia per provvedere, mi capisce, alle coserelle mie.

— Capisco, signor Diego, capisco; prima dovevate dire per provvedere a me, poi al padrone; voi non siete stato sincero; non voglio dirvi niente.

— Confesso che le cose mi erano uscite dal cervello arruffate, e la vostra signoria le ha messe in ordine; però io sinceramente mi sento attaccato al mio padrone: — siamo invecchiati insieme.

— Davvero?

E il buono spagnuolo si mise la mano sul petto e non rispose parola.

— Or su! signor Diego, state di buono animo, che il Marchese non corre pericolo al mondo; fin qui egli fece i fatti suoi con tanto poco cervello, che io giudico, che continuerà a farli ugualmente bene senza punto.