— Ma l'avrò il suo perdono? Dovrò perdere il padre mio senza essere perdonata?

Il Medico rispondeva:

— O signora mia, io temo forte, che il signor Marchese in questo mondo non aspetti più perdonare nè essere perdonato.

Il sangue spicciò vivido dalla vena, sicchè con quello ed altri argomenti il Marchese anco per questa volta fu restituito alla vita, però sembrava ci volesse fare piccola fermata; verso sera, mentre temeva il Medico si aggravasse il male, quasi la Natura avesse preso a compito di uccellarlo, lo infermo migliorò tanto da giudicarlo la dimane fuori di pericolo. Erano duri i nostri vecchi a morire. Tuttavia don Orazio, sia che a cotesto miglioramento non si fidasse, o come in malo odore intorno alle faccende della fede, procedesse cauto per non inciampare co' preti, ordinò si amministrassero allo infermo i sacramenti.

Pregato, andava don Alfonso Caraffa arcivescovo di Napoli, uomo provato dalle sventure, e per pietà riputatissimo, perocchè quel severo suo parente Paolo IV se lo fosse tenuto al fianco educandolo nel timor di Dio, le quali cose però non valsero a salvarlo dalla prigionia, nè dall'accusa, nè dalla condanna, travolto nella ruina dei suoi: venuto al letto dello infermo, da prima con parole soavi lo confortò a rassegnarsi, e a questo il Marchese di leggieri assentiva; dipoi aggiunse, che bisognava perdonare; e poichè l'altro pertinace accennava di no, egli rincalzando diceva: — pensate, signor Marchese, che Cristo ordinava ai suoi discepoli perdonassero non sette, nè settanta, bensì settanta volte sette; ora voi ci ricuserete a perdonare una volta? E come un uomo mortale vorrà conservare odio immortale? Rammentatevi, che fra poche ore voi vi troverete davanti al Giudice eterno trepidante per una parola di perdono...

— Se non mi vuole perdonare non me ne importa niente, io non perdono....

— Non lo dite, figliuolo, cacciate via simili consigli, che vi suggerisce il demonio... Perdona Dio ch'è perfetto, e non vorrete voi, uomo pieno di colpe, di cui i peccati superano forse i minuti della vostra vita?...

— Fo voto a Dio, voi mi oltraggiate...

— Io non vi oltraggio, bensì vi ammonisco cristianamente, e vi raumilio...

— Non intendo essere umiliato... io...