— Senta, Magnificenza, io le racconterò quello che avanza, terminata la barba, perchè, veda, io non vorrei segnarle sopra la faccia una seconda di cambio.

— Continua, o ti faccio buttare giù dalla finestra....

— Per lo appunto di salti dalle finestre io voleva discorrere con la vostra Magnificenza; però procuri di non si arrabbiare, ve'! che per me sono figliuolo di obbedienza... — qui col pollice e l'indice gli stirava la pelle della guancia destra, e lieve vi scorreva giù col rasoio, mentre diceva: — durante il pranzo Sisto iattava avere cacciato in corpo a vostra Magnificenza una paura marchiana, cosicchè gli fosse sparito dinanzi a scavezzacollo, dimenticati cappa, cappello e spada....

— Se ne vantava?....

— E come! Ma la stia fermo, altrimenti la intacco da capo....

— Sto....

— Bravo! Ed aggiungeva, che vostra Magnificenza, tornato a casa, fu preso da una febbre da cavalli, e che tutto il giorno non aveva fatto altro che vagellare....

— E se ne vantava?

— Altro, che vantarsene! Ne sghignazzava dall'allegrezza, e i commensali per camminargli a' versi pareva ne andassero in visibilio... ma non si agiti... sia benedetto.... non si agiti: se vostra Magnificenza manca alla promessa di stare fermo, contro il mio volere mi toccherà a mancare ancora io alla mia di non intaccarlo... e allora fuori mi chiamo...

— Tira innanzi por los higados de Dios!...[2]