— Della cena non so, della tua vita sì se tu vorrai gustarla.

— Ho da morire anch'io?

— Che faresti nel mondo senza il tuo marito prete?

— Priva così di sagramenti?

— Te li amministrerà prete Guercino intanto che sarete in viaggio per lo inferno.

— Tu sei troppo ingrato, ma non importa; io ti fui amica, e non mi sento senza rimorso di avere condotto il povero Guercino al macello. Di me sia quello che piace alla santissima Vergine, solo ti chiedo tu mi faccia una grazia; io vorrei confidarti un segreto che forse potrà giovare anco a te...

— Non vo' saperne di segreti io, ammazzate anco lei. —

Ammazzare così una donna legata, che si mostrava quieta, nè rompeva in vituperii e in furori, parve strano anco per uno sbirro; sicchè la gente balenava; allora Paolo, come colui che aveva buone ragioni perchè la Lucrezia favellasse poco, le si accostò meno acerbamente dicendo:

— Non ti perdere di animo, la tua morte non è mica decisa, e il santo Padre potrebbe nella sua misericordia graziarti; sentiamo un po' il gran segreto che hai in corpo. Di' su...

— Accostati, che se non ti parlo sommesso, il mio sarà segreto da panico, che ogni uccello ne beccola... anco più qua... ecco il segreto...