— Nella ragazza ci ho la mia parte anch'io.
— Così almeno giova credere. La legge parla chiaro «pater est quem justae nuptiae demonstrant;» la è una presunzione, ma juris et de jure, che equivale alla verità.
— In casa mia comando io. Non gliela vuol dare, gliela darà... gliela darà...
— Il cavaliere da splendido gentiluomo non intende vivere a spilluzzico... feste... balli... insomma bando alle malinconie....
— Ma naturale... che colpa ho io se i peccati mortali troviamo, a lungo andare, più gustosi dei sacramenti.
— Uh! bocca d'inferno, ve ne avete a confessare, sapete?
— Non mancherò, e di farne altresì la penitenza; ma voi, padre Migali, dovete convenire che tra una bella cortigiana sbucciata pur ora, e la ventennale consorte ci corre quanto la messa piana e la messa cantata...
— Non ne voglio sentire più, altrimenti mi danno di rimbalzo, — e il Gesuita turandosi con le dita gli orecchi scappava via; giunto a qualche distanza aggiunse: — fatevi valere, vè! ricordatevi, che non per nulla vi chiamate Silla, e che il cavaliere ha promesso, dopo conchiuso il matrimonio, pagarvi mille ducati di pensione al mese.
— Posticipata, o anticipata?
— Anticipata, che diavolo! anticipata s'intende.