Gli baciò i piedi! Così costumava, e costumasi anco adesso nella Corte di Roma; dicono ponesse questo uso Adriano I; che levò dai tempi e dalle regioni dove il governo si definisce così: un solo, che squarta e scoia, e gli altri che si lasciano scoiare e squartare; di su superbia più che da demonii, di giù bassezza superiore a quella dei lumbrichi. — I Papi potranno a ragione chiamarsi rappresentanti dei Faraoni di Egitto, dei Cosroe di Persia, dei tiranni insomma di Babilonia, o di Ninive, di Cristo non già. Se Cristo tornasse al mondo starebbe lontano da Roma per tema lo crocifiggessero una seconda volta; difatti la prima, in croce ce lo inchiodarono i preti.
Nel sentirsi baciare i piedi Sisto si riscosse e aperti gli occhi accennò a Paolo si levasse; mentr'ei si raddrizzava, gli sguardi di costoro incontraronsi acerbi ed ostili; nè veruno pareva dal suo canto volesse essere primo ad abbassarli; ma Paolo considerando avere fatto prova di coraggio sufficiente, nè tornargli conto sfidare il Papa mentre andava a sollecitare grazia da lui, gli declinò, e Sisto si compiacque aver vinto; se Paolo avesse tenuto sempre gli occhi dimessi ei non ci avrebbe avvertito, e se avvertito, reputato Paolo pusillanime e dappoco; ora però gli pareva averlo superato nella lotta degli occhi, nella quale talora si fa prova di maggiore prestanza, che non in quella delle braccia; nè s'ingannò; l'errore cadde in questo altro, ch'egli credè Paolo lo facesse per tema, ed invece lo mosse subdolo ingegno.
— Dunque, con voce aspra, e che pure s'ingegnava rendere blanda, siete voi quel desso, che si vanta sterminare dai nostri Stati i banditi?
— Beatissimo Padre, io non ho detto questo, bensì questo altro, i banditi essere una sozza e rea piaga d'Italia, impresa degna al pari di ogni altra attendere con ogni sforzo a guarirla; il cittadino da bene dovere porre in ciò opera, e consiglio; gloriosissimo vincere la prova, e non manco glorioso perderci la vita....
— San Grisostomo Boccadoro non potria favellare di meglio. Adesso esponeteci bene e succinto che volete da noi? Volete essere capitano dei Micheletti? Volete che vi sieno sottoposti i bargelli di campagna e di città?
— Santità, sono cavaliere romano.
— Ma il buon cittadino non deve porre in opera ogni suo consiglio, e ogni sforzo per sterminare questa razza di vipere? Voi lo diceste pur dianzi....
— Ogni consiglio e ogni opera degna di cavaliere romano.
— Ch'è questo? Non basta, non ha da bastare l'onore di servire lo Stato? Non parvi a bastanza nobile il grado? Noi che possiamo tutto, non potremo per avventura nobilitarlo?
— Santità, sono cavaliere romano. —