— Bravo, Marchesino, bravo, da pari suo, lei non poteva fare di meglio. Donna Clelia, mi congratulo con voi; Marchese Silla, qui non ci entra miscuglio, gli è proprio vostro figliuolo nato e sputato. —
Adesso toccava la volta a Tuda; non già per assentire. Al consenso di lei, alla prova della nobiltà di Paolo ora pensavano quanto al primo uomo, che piantò carote: la era chiamata per udire stabilito il suo matrimonio, nella guisa che si legge la sentenza al condannato. La udì la donzella a occhi bassi, e scolorata in viso; poi levò la faccia e guardò attorno vogliosa d'indovinare quali fossero le passioni che agitavano in quel momento le creature che le facevano corona; e fu come rassegnare i sette peccati mortali con la melensaggine per giunta: non proferì parola, ma pensò che Dio tiene luogo di padre e di madre, e rimase confortata nella fiducia, che la Provvidenza non la lascerebbe in abbandono: allora le tornarono il vermiglio su le guancie, il sorriso ai labbri, e:
— Quello che hanno disposto di me, ella disse con atto leggiadro, i miei amorosi genitori, e questi prudentissimi personaggi che si pigliano sollecitudine di me inesperta fanciulla, senza dubbio è ben fatto. Se non trovo parole più degne, non me lo appuntino a sconoscenza, bensì al turbamento naturale a gentil donzella colta alla sprovvista da nuova così improvvisa, nè mi reputino zotica se tolgo da loro commiato per quietare la mia agitazione. —
Da ogni lato scoppiarono altissimi encomii alla bella Tuda; e furono tanti da disgradarne le litanie della Madonna; sopra il suo capo versarono blandizie e carezze come fiori su quello della vittima prima di sacrificarla.
CAPITOLO XII.
La sorella Maria.
Tutti dunque erano contenti; il Papa e il Cardinale nepote, perchè senza tirare fuori uno scudo si tenevano bene edificato il Pelliccioni da cui si ripromettevano mirabilia per la dispersione dei banditi; quanto ai meriti vecchi, Roma fissa alla utilità presente ed alla futura, della passata poco studio si piglia: ed ella respirò sempre la ingratitudine come l'aria; per lei Giano cessò non pure essere Dio, bensì divenne demonio per infinite cause, massime per quella delle due faccie, una delle quali mira avanti, l'altra indietro. Roma addietro non mira mai; almanco per dare. Certo per via di simile aspetto i Massimi ne venivano a patire, ma oltrechè la grandine su qualche campo bisogna che scoppii, dai Massimi lì per lì non ci era da temere, nè da sperare nulla; capitando il caso di avere a gratificarseli non mancava gente a cui fare la pelle; e fu pratica costante della Curia Romana colmare una fossa cavandone accanto un'altra. — Di Paolo non si parla nè manco; in coteste sue nozze presentiva che lo avrebbero preceduto al talamo le Furie con la teda di Amore: avanti lo tirava il fato; vedeva rosso, se di sangue o di fiamme non bastava a distinguere; ma se sangue, non sempre il sangue di Abele grida vendetta al cospetto di Dio, e se fiamme, traverso al fuoco si salvarono parecchi, e senza miracolo. Al padre Migali sembrava toccare il cielo col dito, e siccome nella mente pertinace del Gesuita non ci ha superba altezza a cui non presuma giungere, e travagliando irrequieto non giunga, mulinava in cuor suo diventare confessore di Sisto decrepito, e allora che non avrebbe ardito o potuto egli, maneggiando a sua posta una volontà di ferro accompagnata da una mente fatta per decrepitezza imbecille? Arridevano al marchese Silla l'accerto di commettere nuovi debiti, e con essi insanire nelle lascivie, prurigine inciprignita dalla vanità e dalla impotenza senile; anco nella Siberia del cervello del Marchesino così di scancio era penetrato un barlume di compiacimento; a modo suo però e a mille miglia lontano dai presagi materni, imperciocchè mentre il cuore di donna Clelia esultava nella speranza di contemplare il suo portato capitano di gente eletta, magistrato supremo e gonfaloniere della Chiesa, più modesto il Marchesino tripudia nell'estasi di lavorare una girandola grande come quella di San Pietro, di sonare le campane a doppio, di servire la messa, ed anco, — gaudio ineffabile! — egli medesimo cantarla.
— Donna Clelia poi era fuori di sè; aveva gittato via la mantiglia, il collare, e per poco non ispogliava la veste e le gonnelle; soffiava, smaniava, non poteva quietare nella medesima posizione un momento; si asciugava il sudore; insomma un qualche Dio o un qualche Diavolo l'agitavano a modo di Pitia. Di un tratto agguantato di forza il braccio del marchese Silla, di qua e di là lo sbatacchia; poi fermatasi in secco con atteggiamento tragico esclama:
— Chi abbiamo vinto? domanda il Marchese.