— Non dubito, bensì provo; fino a ieri tenuta cara quasi pupilla degli occhi, oggi con vicenda brutale mi si fa manifesto, come l'amor materno non proceda meco disforme all'amore del villano pel ciacco; lo ingrassa per ammazzarlo; custodita dianzi come una gioia ora buttata là per giunta, ad aggiustare la misura, a pareggiare la soma all'asino...

— Qualche santo aiuterà...

— Quando la madre ti abbandona, qual santo vuoi che pigli cura della povera figliuola? Ieri tutto si pesava alla bilancia dei diamanti, ogni cosa si speculava traverso la lente, oggi la propria utilità ha murato gli occhi e impietrito il cuore; l'odiato Pelliccioni non si può nascondere per quanto si affatichi; come il lume della lanterna del ladro, comunque chiuso, vibra un raggio obliquamente sinistro; che importa questo? Il mostro acquistò potenza di nocere e tanto basterebbe per gittargli nelle mascelle il pasto che chiede; ma il mostro, oltre la potenza di nocere, possiede quella di giovare.... quale uomo, qual donna gli negherà il miglior sangue, il più puro, a patto che non sia il loro? — Maria, tu conosci meglio di me la virtù delle erbe: domani fa con qualche pretesto di tornare a casa, la campagna va ingombra di aconito... se sempre sia stato così, ignoro; ma adesso per la campagna romana l'aconito cresce spontaneo e rigoglioso, il frumento va seminato; noi ne caveremo il liquore che concilia il sonno donde l'uomo si risveglia in grembo alla eternità.

— Tuda, riprese Maria, tu offendi il Signore mentre egli già t'inviava il soccorso che deve consolare le tue tribolazioni.

— E dov'è questo soccorso?

— Qui, in questa stanza, accanto a te.

— Ma dove? dove?

— Nel cuore della tua sorella; noi abbiamo bevuto la vita alla medesima sorgente, le nostre braccia strinsero insieme il medesimo collo, le nostre mani si cercavano sul medesimo seno; ora il seno della madre non vale quanto un altare per giurarci amicizia? Siamo due nella carne, una nello spirito: io ti salverò. —

E con parlare succinto le aperse l'animo suo; Tuda procurasse tirare le nozze per le lunghe; cause oneste occorrerne più di venti; ad ogni modo pria mancherebbero alla primavera fiori, che a femmina pretesti, ella intanto s'industrierebbe acconciarsi in casa al Cavaliere, dove spiando sottilmente confidava venire a capo di qualche cosa capace a sturbare il negozio. Non difficile il compimento del disegno, imperciocchè la natura le avesse dato forme più atte a garzone, che a donzella, essendo robusta molto, di colore ulivigno, capello ruvido, e nelle sembianze adombrata di calugine: aggiungi certi bucherellamenti di vaiolo, i quali certo non le aveva condotto sul viso la mano delle grazie.

Mandarono pertanto le baldanzose giovani un famiglio in ghetto per Nataniele giudeo, che venne guardingo come la volpe, la quale cammina adagio con una zampa levata, e il muso di traverso, punta dall'agonia della rapina e dalla paura della insidia; gli commisero portasse vesti civili da abbigliare di tutto punto Maria in condizione di villano, ma subito. L'ebreo cominciò da mettere innanzi un monte di difficoltà; temeva esporsi a qualche fiero sbaraglio, gli confidassero a quale fine volessero adoperare cotesto travestimento, lo avrebbe tenuto in sè, non fatto trapelare a persona; non ci pensassero nè meno. Maria troncò i fastidiosi sciolemi: se non voleva fornire le vesti, se ne andasse, nè ciarpe, nè ebrei mancavano a Roma; solo si pentiva non avere scelto Mordokai come lui ladro, ma meno sazievole di lui. Allora Nataniele buttati da parte gli arzigogoli si proferse prontissimo a soddisfarla, e Maria di riscontro: aspetterebbe un'ora; quella trascorsa manderebbe per Mordokai; non ne passò mezza che il giudeo tornò con vesti che facevano pietà, più toppe che panno, e più rammendi che toppe; cominciò a lodare. Maria a cui premeva che le fossero a quel modo misere, gli pose in mano sei scudi e gli accennò la porta perchè uscisse. Il primo moto di Nataniele a contemplare sei scudi sbraciati là senza mercanteggiare per tal roba, che non ne valeva mezzo, fu di maraviglia; quasi gli vennero le traveggole agli occhi; ma in meno che non balena, lo istinto ebreo ripigliò il sopravvento, e lamentò i tempi tristi, il guadagno scarso, i grossi balzelli, e via via; sei scudi non pagargli nè manco un bottone; le gentili donzelle mostrarsi poco sperte del pregio delle cose. Maria uggita dalla impronta ingordigia di costui lo abbracciò pel petto esclamando: