— Ma le reti riportaste a casa? Diceste alla moglie, che venivate a Roma? Rammentaste il cavaliere Pelliccioni?

— Non tornai: tanto Nunziata non mi aspetta a casa stanotte, e il tempo mi basta per ritrovarmi domani sul far del giorno a Nettuno; le reti appiattai nel canneto....

— E qui a Roma diceste a persona, che portavate al cavaliere Pelliccioni lettere di sua moglie?

— Io? No; domandai a parecchi del suo palazzo, e m'indicarono qui.

— E v'indicarono bene, venite; il cavaliere sarà in casa, o tarderà poco a tornare, e anco da lui voi avrete la mancia che meritate.

— Faremo a mezzo.

— No davvero, la dev'essere tutta per voi....


Mario, che il lettore ormai ha compreso essere Maria, non aveva mai dormito: all'opposto spillando con le orecchie tese, e con le mani curve intorno a quelle raccogliendo ogni filo di voce udì senza perdere sillaba lo strano messaggio: le parve averne saputo anco di soverchio, sicchè appena Anacleto e l'altro si furono allontanati, scese cauta tentando svignarsela, ma rinvenne chiusa la porta, e fu sventura: onde tornò ad acquattarsi mulinando nella mente mille fantasie una più terribile dell'altra. Mentre così smaniava ecco un rumore soffocato percoterla, indistinto e pure pauroso come di persone che contendano in lotta disperata, nè sapeva distinguere se movesse da qualche sotterraneo, ovvero dalla stanza contigua divisa dal fienile mediante il muro maestro: le parve udire, e sentì certo un grido; subito dopo silenzio; animosa ella era molto, e nondimanco prese a battere i denti per ribrezzo: la fronte le si bagnò di freddo sudore.

Dopo qualche ora di agonía udì aprire con precauzione la porta della stalla, e dalla nota voce riconobbe Anacleto, il quale di giù in fondo alla scala cominciò a chiamare: