— Monsignore....
— Lasciate, che parli il Cavaliere....
— Monsignore lasciatevi servire.... non m'interrompete... e' sarebbero tempo e fiato gittati via leggere i contratti... Alla Croce di Dio! gli è chiaro come l'acqua, che io odio tanto, e Monsignore mi figuro, che farà lo stesso. Alla lettura come alla stipulazione del contratto hanno a trovarsi presenti i testimoni, e le parti, e qui non vedo l'illustrissimo Cardinale nepote, il quale fa da testimone, nè la clarissima marchesa Tuda, la quale deve fare da sposa; questa omissione porterebbe nullità espressa; se manca la persona protesto, non potere esercitare il mio mestiere... Voi, Monsignore, a questa ora l'avreste a sapere. —
Il Governatore non potè trattenere i suoi labbri dallo aprirsi ad un sorriso, il quale però represse tosto ripiegandoli sotto i denti; subito dopo favellò:
— Voi avete ragione... anco troppo ragione... sempre ragione. —
Paolo appuntò i suoi sguardi sul Notaio, del quale la fisonomia non parve giungergli nuova senza potersi però rammentare dove, in quale occasione gli fosse capitata dinanzi: si raccoglieva, ma non ne veniva a capo; il parruccone nero, gli occhiali come uno scudo di argento, e le vesti talari gl'imbrogliavano il cervello: quell'uomo a prima giunta gli era divenuto detestabile; se fosse dipeso da lui lo avrebbe fatto strozzare... — ed anco egli stesso con le sue mani strozzato dall'uno all'altro andava una corrente di strangolazione.
— Però per ammazzare il tempo, potremo, anzi dovremo fare una cosa, riscontrare il danaro della dote — avvertiva il Notaio.
— Io lo accetto per la somma che mi si annunzia....
— E voi, illustrissimo signore Cavaliere, insisteva il dicace Tabellione, operereste da quel magnifico gentiluomo che siete; ma le faccende bisogna che procedano nelle regole: e quanto a voi transeat, ma i testimoni, che hanno a giurare, ed io che devo deferire loro il giuramento di avere veduto numerare la pecunia come potremmo farlo dove omettessimo simile solennità? — O che credete voi, che sieno bericocuoli i giuramenti a casa nostra?
— Ma io non venni qui a noverare moneta; per contare trentamila scudi non basterebbe da oggi a domani.