— Adesso muoio contenta. —

E fu l'ultima parola, dacchè indi a poco il petto prese ad ansarle orribilmente profondo, e con frequenza, che andò di mano in mano diminuendo. Tuda seduta accanto al letto, poichè di reggersi in piedi non si sentiva più capace, ora con un ventaglio veniva a scacciare le mosche che, proterve ed impronte, camminavano traverso la fronte e su pei labbri di Maria, ed ora le asciugava il madore che incessante le gemeva da tutta la faccia; ed ora col cotone intinto nel moscato le umettava la bocca riarsa.

La distruzione proseguendo l'opera sua, ecco l'anelito si fa singulto, che a stento prorompe, e con miserabile angoscia dalla gola attenuata di Maria, gli occhi pigliano a mandare i lunghi getti di luce del lume che si spenge; allora una voce mite si fece sentire, che disse: — Si scosti la creatura, Dio si avvicina. —

Tuda levò la faccia, e illuminata dai raggi del sole che tramontava, vide una testa di giovane sacerdote, quale per certo apparvero quelle degli Apostoli quando la fiammella dello spirito cadutaci sopra vi accese con la sapienza che non ha confino la carità e la fede. Come Dio avesse fatto piovere cotesto capo su le spalle di un prete, e a Roma, e' fu uno dei miracoli della sua onnipotenza, che noi dobbiamo studiarci di venerare, non già di comprendere. Dopo recitate le preghiere latine egli volse gli occhi dintorno e si tenne solo però, che agli assistenti venuto meno il cuore, si fossero appartati per piangere, e Tuda caduta su i ginocchi a piè del letto aveva nascosto il capo fra le coltri. Allora il giovane prete soggiunse:

— Partiti in pace, anima cristiana; povera Maria, io ti ho veduto nascere e non doveva sopravviverti: un dì sperai esserti unito su questa terra, a Dio non piacque, ci troveremo uniti in paradiso: sia fatta la volontà di Dio. Ti assolvo dei tuoi peccati per debito del mio ministero, ma io ho fede che Dio aspetti l'anima tua per accrescerne la sua divina sostanza: partiti in pace anima cristiana, e impetraci che Dio alleggerisca il retaggio di colpa col quale tutti nasciamo e contro cui non basta la nostra poca virtù; anima benedetta, supplica il Signore che ne conceda tempi più copiosi di virtù, e meno pieni di tristizia...

Il braccio sinistro di Maria si rattrappa come pergamena esposta al soverchio ardore, e la mano si raggricchia per agguantarsi a qualche obietto, ma braccio e dita ad un tratto prosciolgonsi, la grossa lacrima raccolta nel cavo dell'occhio sinistro trabocca; con lungo respiro pare che ricerchi negl'intimi precordi ogni residuale spirito di vita, ed alitando poi la moribonda lo sospinge fuori.

In questo medesimo punto tramontava il sole; sicchè cessarono insieme l'ultimo raggio del sole nel cielo, e l'ultimo fiato di Maria sopra la terra.

— È andata in pace, — susurrò il prete, e chinatosi un poco, le chiuse le palpebre e la baciò in fronte; poscia piegando alquanto la persona gli venne fatto vedere Tuda, la quale, bianca ed impietrita, si accostava al letto; nè egli si vergognò, perchè la stessa Innocenza avrebbe potuto contemplare cotesto bacio senza farsi velo delle mani agli occhi: cotesti baci valgono una preghiera, anzi sono la estrema manifestazione dell'anima, dopo esaurita la preghiera; solo non potendone più, il prete accennava barellare; la Tuda gli porse le braccia ed egli vi si lasciò cadere, per modo che l'uno appoggiando il capo sopra la spalla dell'altro piansero. Supremo artefice di uguaglianza e di fraternità, il dolore!


Avendo la Tuda fatto sapere al marchese Silla sua ferma volontà essere, che la Maria nei sepolcri di casa si riponesse, la famiglia si accolse a consulta, dove la Marchesa contrastando al pio desiderio della figliuola, come quello che avrebbe partorito pessimo esempio, e non mai più inteso, ebbe a sentirsi a rispondere dal marito, che quanto a questo egli non ci vedeva ostacolo, imperciocchè la madre della signora Marchesa sua consorte l'avesse sgarata a far seppellire nelle tombe della famiglia il cocchiere di casa, da lei tenuto caro quanto il marito e i figliuoli e più. La Marchesa gli avventò una occhiata da basilisco, ma egli la ricevè con tale beata tranquillità, con siffatta ingenua mansuetudine, che la Marchesa anco per quella prova convinta, che il marchese Silla non si poteva riscattare dallo influsso del montone, per non fare peggio cessò dalla perfidia.