— Misero lui! e come si chiama questo flagello?

— Senti, tanto tacertelo non si può, e forse ho mal fatto a differire fin qui, e tu mi pari giovane savio... ah! tu solo mi ritrai il tuo povero padre. Accostati, che nessuno ci senta; Mariano è preso dalla più feroce avarizia che si sia mai vista al mondo; accostati ancora, chè morirei di vergogna se qualcheduno lo sapesse; egli mi ha cacciato di casa... Chetati! non dare in furore, altrimenti chiudo la bocca e non dico più nulla.

— Continuate, mamma mia, io sono tranquillo quanto posso essere udendo tali enormità.

— Il suo angiolo custode ed io abbiamo tentato il possibile per salvargli l'anima, ma il demonio l'ha vinta, ed ora che ci ha messo il nido, temo che non ci abbia partorito la sola avarizia. Quanto ho sofferto! Ogni giorno mi erano contati i bocconi, ogni momento mi ributtava in faccia il tozzo di pane che cibava, e nonostante ciò io fingeva non capire per evitare scandali, finchè una mattina mi disse che non poteva sopportare la spesa di mantenermi, onde pensassi a ricoverarmi presso i miei parenti; risposi che la casa apparteneva metà a te, e che se non mi voleva sul suo, sarei rimasta sul tuo. Io non ho visto mai bestia arruffata come Mariano a queste parole; urlava, pestava i piedi, si svelleva i capelli, Dio e i suoi santi peggio di un turco bestemmiava, e in mezzo alle bestemmie non rifiniva di affermare che la casa era sua, averla comprata da te, tu non averci a fare più nulla. Possibile, Altobello, che tu abbia venduto la casa di tuo padre?

— Andate innanzi, mamma... io sono tranquillo.

— Allora, sentendomi strappare il cuore nel pensiero di dovere uscire vecchia e madre dalla casa dove entrai giovane e zitella, una ispirazione mi suggerì queste parole: «non v'inquietate, Mariano, io me ne andrò, ma non prima che mi abbiate reso la mia dote.» E' sembra non ci avesse avvertito, perchè rimase come tocco da accidente; ed io, prevalendomi del suo sbigottimento, gli proposi si tenesse la dote, mi lasciasse abitare il piano terreno della casa; al mio mantenimento avrei provveduto da me.

— E adesso come fate a camparvi?

— Alla meglio, figliuolo; un po' sul chioso degli olivi che mi lasciò la zia Bartolommea a mezzo col cugino Bastiano, un poco lavorando; certo tutto questo non fa spesa grassa, ma mi contento; solo con questo signore in casa non so a qual santo votarmi, perchè quanto a danari sono più povera dei cappuccini.

— Oh! per venire al Macinaggio come l'avete stillata?

— Ci vogliono quattrini per questo? Ho preso il mulo di casa, senza curarmi della sciarrata che ne avrebbe mossa Mariano, gli ho messo sul groppone un bravo sacco di castagne, e per la via sono bastate crude per lui, cotte per me.