— Del contratto...
— Qual contratto?
— Quello col quale mi avete venduto i vostri beni così mobili che immobili, semoventi, usi, servitù, comodi diritti, crediti, insomma tutto, niente escluso, eccettuato di quello che vi spettava sopra la eredità paterna.
— Io vi ho venduto questo?
— Già, vale a dire il vostro procuratore, prete Stallone, un degno sacerdote in verità, il quale riscosse il danaro per voi e si prese la fatica di portarvelo fino a Venezia.
— Fino a Venezia? In verità non me n'era accorto; e mi immagino che ne avrete le prove.
— E come! Primieramente ho il mio libro di amministrazione, che attesta avere io sborsato tutta la somma di un tratto, il quale pagamento, a cagione della scarsità dei quattrini, mi ha messo in piana terra; non è vero, Lucia?
— Piana terra! Piana terra!
— Lo sentite, lo dice anche Lucia, che non fa altro che contradirmi, e poi ho la ricevuta.
— Ricevuta di chi? Mia, forse?