— Leggete su, ordinava il Paoli, e quegli:

— In nome di Dio. Amen....

— Correte via alle disposizioni.

Jure legati, o come meglio, lascio a S. E. il generale Paoli quale rappresentante della nazione côrsa tutto quanto la mia casa apparirà creditrice per provviste da guerra e da bocca da me spedite al governo della Corsica fino dal principio della guerra contro i Genovesi. — Item, lascio al prefato generale Paoli, sempre nella sua qualità, tutte le provviste sia da guerra che da bocca, che si troveranno in essere al tempo della mia morte nei magazzini messi a bordo senza spesa. Item lascio al medesimo generale Paoli il mio orologio; se fosse una corona non gliela lascerei, perchè sarebbe un presente indegno di uomo libero, ed egli la butterebbe via. Nella universalità degli altri miei beni, veruno escluso nè eccettuato, instituisco erede Tiburzio Giacomini di Centuri mio nepote, al quale faccio invito, e in quanto occorre comando, di recarsi a Livorno, e continuare il traffico della mia ragione, industriandosi favorire come ho fatto io con l'opera, col consiglio e co' beni la libertà della patria. A guerra finita, se, come spero e desidero, col vantaggio della Corsica, liquidi ogni suo interesse, e convertiti gli assegnamenti in danaro cessi la mercanzia, e si faccia agricoltore: in cotesta occasione porterà seco le mie ossa, e le seppellirà a piè dell'olmo davanti casa dove la gente va a meriggiare, e la sera a prendere fresco; se (e questo Dio non voglia) la Corsica avesse a cascare sotto la dominazione straniera, allora venda le terre e le case di Corsica e pigli stanza fuori; mi lasci stare dove mi troverò, perchè mi sembra che a me morto non darebbe meno uggia dormire nella patria schiava che a lui vivo strascinarvi la vita.

— Padre Bonfigliolo, anco lui, anco lui mettete nella Circolare ai parroci; senza mancare di reverenza ai santi antichi mi sembra, che su gli altari ci possano stare anco questi. Che ne dite, padre Bernardino?

— Veramente bisognerebbe aspettare la canonizzazione da Roma; ma non fa caso, perchè quando Roma o non vorrà o non potrà salutare come santi quelli che amarono la patria, io credo che anch'ella potrà fare il suo testamento.

— Bene, bene, benissimo! esclama ad alta voce il Boswell, e tosto gli occhi di tutti gli astanti gli si voltarono contro corrucciati; egli a ciò non badando riprese: se mi cedete cotesta lettera io vi darò in compenso cento... anche centoventi.... forse.... quando non possa farsi a meno, centocinquanta lire sterline....

— Signore... interruppe il Giacomini battendo di un piede la terra; ma il Boswell imperturbato continuò:

— Io metterò in quadro cotesta lettera e l'attaccherò al muro nella Borsa di Londra perchè i mercanti inglesi, anzi tutti i mercanti del mondo la leggano, e si vergognino, o meglio ancora la leggano e imparino ad imitare il cittadino Santo Giacomini.

Allora lo sdegno cessò come vela al cessare del vento, e gli sorrisero benevoli.