Il Giacomini in quel punto colse il destro per favellare: modestissimo uomo era costui, e appena ardiva sollevare gli occhi, sicchè arrossendo disse: — Signor generale, mi sono mosso da Centuri per confermarvi colla mia bocca sentirmi disposto a soddisfare con tutto il cuore i desiderî del mio signore zio, che Dio abbia nella sua misericordia; siccome mi sembra che la faccenda stringa vi prego parteciparmi i vostri comandi anche subito, che senza indugio col vostro beneplacito mi avvierò a Livorno.

— Non prima di domani; per questa sera albergherete qui meco, s'intende che anche voi, signor Boswell, farete lo stesso; di ciò vi prego — e sorridendo aggiunse — e vi consiglio di non ricusarlo al barbaro capo di tribù selvaggie. Altobello spero non mi appiccherà lite perchè io gli rubi l'ospite — e qui strettogli tra il pollice e l'indice un bottone della veste lo tirò dolcemente in disparte bisbigliando: capirete quanto necessiti tenerci questi signori bene edificati.

— Anzi, rispose Altobello, voi mi levate dal più grande impiccio che mi sia venuto addosso dacchè sono al mondo, — e visto il generale che si turbava un cotal po' a siffatto strano discorso, fu sollecito a dire: sul quale proposito importa ch'io vi parli subito subito, e in segreto.

Il generale, accommiatata la gente che gli stava dintorno coi modi più urbani che si addicono a perfetto gentiluomo, rimase solo con Altobello: allora questi gli espose per filo e per segno quanto dopo il suo arrivo gli era accaduto col fratello Mariano; la vergogna sofferta, e l'ira che repressa per decoro della famiglia sentiva in procinto di prorompere: dall'altra parte lo combatteva la paura di affliggere quell'angiolo di sua madre più che non era già afflitta, e il pensiero si avesse a propalare la infamia del fratello con iscapito di reputazione della onorata sua stirpe. — Questo racconto mise i brividi addosso al generale, che troppo bene sapeva la miseria di Mariano, ma ignorava, atteso la prudenza della madre, che egli fosse arrivato a tale estremo di ribalderia: si strinse, come costumava nei casi gravi, con la manca mano la fronte, e poi con la solita veemenza parlò guardando l'orologio:

— Avanza tempo, per aggiustare anco questa, nè la giudico tale da patire dimora. Altobello, volete rimetterla in me?

— Io l'ho fatto a posta; e voi mi userete non solo piacere, ma carità se comporrete questa lite, che minaccia fine ben triste.

— Va bene; scrivete — e gli dettò, tuttavia passeggiando, un compromesso nelle regole, col quale gli conferiva facoltà di decidere le differenze insorte tra lui e il suo fratello Mariano, senza strepito come senza forma di giudizio, con la renunzia allo appello, e a qualunque altro rimedio, o piuttosto veleno, inventato dai legali per fare scontorcere il litigante, finchè gli basti un filo di vita nel corpo. Compito che fu gli porse un libro aggiungendo: — ritiratevi là nella mia camera da letto, e lì rimanete finchè io non vi chiami: intanto voi potete leggere; sono tragedie di un conte piemontese, che parlano e molto altamente di patria e di libertà; certo le quercie partoriscono limoni, ma tanti miracoli ha offerto ai nostri occhi il secolo, che non ci può fare maraviglia nè anche un conte piemontese che predichi libertà.

Altobello ridottosi nella camera prese a scartabellare il libro; su le prime rimescolato, dirò anzi più, inferocito dalle parole rotte, dai contorcimenti delle frasi convulse e dallo strepito del verso piacevole quanto la grandine schioppettante su i vetri, stette per gittarlo fuori dalla finestra, ma non lo fece, tornò quasi a marcio dispetto a rileggerlo, e a mano a mano, dimenticata la scorza inamabile, il concetto insinuatosi nella sua mente la vinse, e l'agitò in guisa, che incapace di starsi più oltre seduto, egli prese a correre di su e di giù per la stanza, a fare gesti da spiritato e mettere urla da chiamare gente sotto le finestre.

— Che diavolo fate? gli domandò ad un tratto il generale sporgendo il capo dentro la stanza dalla porta semiaperta — voi mi mandate all'aria tutta Corte.

— Chiedo perdono. Questo benedetto conte mi caccia l'argento vivo nel sangue.