— Taci là, scema, il tuo cognato non ieri sera come fingeva, ma oggi mi ha portato doni veramente fraterni; si è messo di accordo col Paoli, già i birboni s'intendono all'odore... come i cani, e adesso mi trovo condannato ad esiliarmi da Corte prima di domani, e a lasciare i miei chiusi, le mie terre e le mie case in podestà di Altobello: ma giuro alla Immacolata, tal bove crede andare all'aratro, e va al macello, e la somma si tira a fine del conto. Orsù, donna, io vado pei muli; forse mi acconcerò con quelli che hanno menato qui Altobello; chi mai lo avrebbe creduto che avessero a condurre lui, e levare me! Dovrebbero pretendere poco perchè sono muli di ritorno, e il ragazzo pare fidato. Ora fa tosto, donna, e metti insieme il buono e il meglio da caricarsi sopra le bestie.

E borbottando uscì. La donna dalla crudele miseria del marito era rimasta così percossa nello intelletto, che ormai aveva perduto il giudizio intorno alla diversa importanza delle cose. Appena costui si fu allontanato, prese un sacco e con quello alla mano incominciò a rovistare per la casa: ci mise dentro il mazzo dell'esca, la matassa degli stoppini, non omesso quello che aveva mezzo consumato, un mozzicone di candela di sego, non so che trucioli, e alcuni pochi cannelli di carbone; poi stovigli, su gli stovigli la batteria religiosa, la palma e l'olivo benedetti, l'agnus dei, un Gesù bambino di cera, e una sant'Anna visitante la Madonna accartocciata, per ultimo un gatto e una gallina. Buon per tutti che il gatto e la gallina erano conoscenze antiche, e ognuno di loro, nella propria specie, d'indole angelica: altrimenti Gesù o sant'Anna avrebbero avuto un saggio della pena ordinata dalla legge pompea su i parricidi. Pieno un sacco, diè di piglio a un altro dove mise chiodi, spaghi e sciarpe di ogni maniera. In questa rientra Mariano, e vista la squisita diligenza della massaia, tanta ira lo assale che avventandosele contra le mena una recchiata così solenne, che il muro gliene rende un'altra.

— Maledetta da Dio, non so chi mi tenga che con queste mani non ti ammazzi! Ti pare ora questa da badare a siffatte ciammengole?

La donna piagnucolando rispondeva al marito indracato: — prima mi picchiavi perchè non teneva conto delle bazzecole, adesso mi batti perchè le ho raccattate; se continui così so io quello che farò....

— E che farai?

— Che farò? Ti lascerò solo, oppure quando dormi ti ficcherò un chiodo negli occhi.

— Vien qua, scempia, e aiutami a cavare fuori i quattrini.

— Quattrini! E da quando in qua hai quattrini? E ce ne hai di molti? E perchè non me l'hai detto?

Mariano non rispose, ma andato nella latrina, sconficcò un asse dal pavimento, e dal vano che ivi sotto comparve trasse fuori a manciate molta quantità di moneta. La sua sospettosa avarizia lo aveva persuaso a tenere celato cotesto nascondiglio perfino alla propria moglie, e quando gli cascava nelle mani qualche danaro, sotto pretesto di bisogno corporale chiudevasi nello stanzino, dove mediante una fessuretta praticata nella tavola gittavalo dentro. La donna alla vista di tante monete saltava, e batteva le mani e strillava: — quanti quattrini! quanti quattrini!

— Sta cheta, che tu possa cascar morta, aiutami a portarli sulla tavola.